La denuncia video di una 38enne siracusana: “Dovremmo parlare di fruibilità, non di inclusione. L’acquisto di un biglietto dovrebbe essere la cosa più semplice al mondo”
La musica come ancora di salvataggio tra le corsie d’ospedale, come forza motrice per affrontare i cicli di chemioterapia e la progressione di una malattia spietata. Ma anche la musica che, improvvisamente, sbatte la porta in faccia a chi ne avrebbe più bisogno, trincerandosi dietro la burocrazia dei “posti limitati”. Angela ha 38 anni e combatte quotidianamente contro la miastenia gravis sieronegativa refrattaria, una patologia rara che dallo scorso gennaio l’ha costretta a vivere su una sedia a rotelle. Oggi la sua storia è diventata un video di denuncia e sensibilizzazione che mira a scuotere in qualche modo il mondo della gestione dei grandi eventi in Sicilia.
Il desiderio di Angela era semplice, quasi banale per chiunque altro: assistere al concerto del suo cantante preferito, Tommaso Paradiso, in programma il prossimo 18 luglio nella splendida cornice di Villa Bellini a Catania. Una voce, quella dell’ex frontman dei Thegiornalisti, capace di farle compagnia nei momenti più bui delle terapie. Tuttavia, al momento di riservare il tagliando d’ingresso, la doccia fredda: gli organizzatori dell’evento le hanno comunicato l’indisponibilità dei biglietti. I posti dedicati ai disabili in carrozzina nei concerti di questa portata sono pochissimi e, nel giro di poco tempo, sono andati esauriti, lasciando campo libero soltanto alle prenotazioni per i disabili deambulanti.
Angela ha deciso di non rassegnarsi a quello che definisce un vero e proprio sistema di esclusione camuffato. Nonostante le difficoltà fisiche, ha voluto registrare una video-testimonianza per sollevare un caso politico e sociale che tocca centinaia di persone nelle sue stesse condizioni, costrette a subire una discriminazione logistica.
La rabbia per un diritto negato si trasforma così in una riflessione profonda sul concetto stesso di accessibilità e accoglienza nell’isola. Comprare un biglietto per uno spettacolo dovrebbe essere un gesto immediato, accessibile a tutti con un click, mentre per una persona con disabilità motoria si trasforma regolarmente in un percorso a ostacoli fatto di telefonate, dinieghi e lunghe attese, condizionato da planimetrie che riducono al minimo i presidi di sicurezza e stazionamento per le sedie a rotelle.
La denuncia della trentottenne non punta solo a ottenere un pass eccezionale per la serata del 18 luglio, ma mira a scardinare un impianto culturale che vede il Sud Italia ancora drammaticamente indietro sulle politiche di abbattimento delle barriere.
Il messaggio finale è un appello accorato rivolto ai promoter, ai gestori delle arene storiche e alle istituzioni regionali, affinché le normative sui tetti massimi di spettatori con disabilità vengano ridiscusse e adeguate alla reale richiesta del pubblico.
“Questo video è una forma di protesta e sensibilizzazione, perché penso che tutte le persone che stanno poco bene meritino un momento di felicità dopo quello che passano – racconta Angela nel suo appello –. Oggi si parla tanto di inclusione, ma se usiamo questa parola significa che esiste già un pensiero di esclusione di fondo. Dovremmo parlare invece di fruibilità universale di un evento. L’Italia e la Sicilia sono ancora molto indietro su queste tematiche. Il mio è un grido per dirvi questo: cerchiamo di rendere ciò che è bello e normale, normale per tutti”.







