Aggiornato al 13/01/2026 - 18:10
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L'appello

Siracusa, caso Rizza e “Palazzo Studi”, Nicita (PD): “Lavoriamo a soluzione alternativa che salvi la storia”

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Il senatore dem interviene nel dibattito sugli spazi scolastici: “Apprezzabile l’apertura al dialogo di Giansiracusa, ma servono criteri diversi”. Poi l’appello sul “prelievo forzoso”

«Occorre superare l’attuale proposta e lavorare tutti insieme ad una nuova soluzione». È un invito alla mediazione costruttiva quello che arriva dal senatore del Partito Democratico Antonio Nicita, che interviene nel delicato dibattito sulla riorganizzazione scolastica a Siracusa promosso dal Libero Consorzio.

Al centro della questione c’è il futuro del “Palazzo Studi” e la convivenza degli istituti storici. Nicita sposa la linea della tutela dell’identità: «Bisogna cercare di soddisfare le istanze emerse dalla mobilitazione di studenti e corpo docente – spiega il senatore – continuando la condivisione storica del palazzo studi tra i due istituti. È un tema di identità storico-culturale degli edifici scolastici nel tessuto siracusano».

Nicita apprezza le iniziative di confronto pubblico e l’apertura al dialogo mostrata dal Commissario straordinario Giovanni Giansiracusa. Tuttavia, propone un cambio di metodo basato sull’analisi dei dati. «Stiamo acquisendo tutti gli elementi utili, in particolare sui vincoli di costo e di capienza – sottolinea Nicita – proprio al fine di superare la proposta vigente in favore di soluzioni alternative, magari modulate sui prossimi anni».

I criteri proposti dal senatore per valutare il nuovo piano sono:

  • Sostenibilità economica ed esigenze didattiche;

  • Memoria e identità storica (permanenza di entrambe le tradizioni nel Palazzo Studi);

  • Attrattività e fruibilità delle sedi distaccate;

  • Analisi della domanda futura di iscrizioni;

  • Valutazione del costo-opportunità (traslochi, trasporti, disagi).

«Si presenta oggi l’occasione per una riflessione sistemica sulla stratificazione delle scelte degli anni passati ereditate dal Libero consorzio», aggiunge l’esponente dem.

Il nodo risorse: appello bipartisan

L’intervento di Nicita tocca anche il nervo scoperto delle finanze provinciali. Senza risorse, ogni riorganizzazione diventa difficile. Per questo, il senatore rilancia un appello bipartisan ai colleghi parlamentari nazionali per risolvere il problema del prelievo forzoso che svuota le casse dell’Ente.

«Ho avuto occasione di discuterne con l’On. Cannata e con il Presidente Giansiracusa, nonché con la Sen. Ternullo – conclude Nicita –. Occorre provare adesso, tutti insieme, a spingere nel decreto Milleproroghe. Dalla soluzione dell’annoso problema finanziario del Libero Consorzio passano anche le soluzioni di riorganizzazione territoriale».

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