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Il sindaco di Siracusa fa il punto sui progetti per il PNRR e sul modo di ovviare alle difficoltà che diversi comuni stanno incontrando sulla gestione ed esecuzione dei progetti
I fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) costituiscono per l’Italia una grande occasione. Risorse che potrebbero contribuire a rinnovare il Paese e a farlo ripartire di slancio, svecchiando le infrastrutture, riammodernando i centri urbani, recuperando le periferie, dando un maggiore input all’efficientamento energetico e alla transizione ecologica, insomma rimediando, almeno in parte, a quelle carenze che frenano lo sviluppo e la modernizzazione del Paese. Il Sud, in particolare, ha assoluto bisogno di queste risorse, per poter colmare il gap strutturale esistente. Tuttavia, la necessità di presentare i progetti e di realizzarli nei tempi dettati dall’Europa, con specifiche prescrizioni anche in materia di compartecipazione, richiede ai comuni un grande sforzo organizzativo e la disponibilità di risorse, sia economiche sia tecniche.
Anche Siracusa, naturalmente, punta sui fondi del PNRR per realizzare tutti quegli interventi che, normalmente, richiederebbero, per numero, entità e ambizione, somme che non sono di solito nella disponibilità del Comune. Sono tanti i progetti presentati dall’ente comunale (tutti raccolti e resi disponibili sul sito https://www.siracusadomani.info/) e riguardano specifiche aree di intervento: case popolari, ambiente, scuole, aree verdi, legalità, sociale e sport. Dalla rigenerazione urbana di diversi quartieri alla riqualificazione, manutenzione ed efficientamento di complessi di edilizia popolare; da interventi sul sistema idrico alla costruzione di nuove scuole per l’infanzia; dalla realizzazione di nuovi centri di raccolta dei rifiuti al recupero di aree verdi; dalla realizzazione o riqualificazione di impianti sportivi a interventi per il sociale, a supporto di anziani, famiglie, donne vittime di violenza e soggetti svantaggiati. Circa 200 milioni complessivi di progetti che, se venissero tutti approvati, cambierebbero il volto della città, dandole nuove prospettive.
Ma in che modo e con quali risorse Siracusa potrà gestire un numero così cospicuo di progetti? Come procede la macchina organizzativa del Comune rispetto ai progetti del PNRR e come fa fronte alle eventuali difficoltà? Ne abbiamo parlato con il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che, proprio rispetto alla numerosità dei progetti, sottolinea l’importanza di aver creato un sito nel quale poterli raccogliere tutti: “Sono tanti e in questo modo è possibile avere una visione di insieme e informare il cittadino. Tra l’altro stanno ancora arrivando finanziamenti nuovi. Va detto anche che, su alcuni interventi che stiamo facendo, c’è una convergenza di finanziamenti. In parte riguardano il PNRR, in parte sono fondi regionali, in altra parte sono fondi che mettiamo noi”.
Diversi comuni italiani stanno evidenziando difficoltà nella gestione e nella esecuzione dei progetti legati al PNRR per carenze di risorse tecniche e competenze. A Siracusa qual è la situazione? E quali sono le difficoltà?
Abbiamo le risorse umane che sono arrivate qualche mese fa attraverso i concorsi ministeriali e che forse verranno stabilizzate. La difficoltà sta nel fatto che, pur essendo molto utili e importanti per noi, non possono bastare, perché, non essendo soggetti già interni all’amministrazione e provenendo anzi, per l’85%, da attività privata di altra natura, è necessario per loro un tempo di acquisizione dei meccanismi e dei processi della macchina amministrativa, che sono molto diversi da quelli di altri ambiti. Inoltre, non avendoli scelti noi, non è stato possibile selezionare le competenze specifiche e utili alle nostre esigenze. Oltre a ciò, come detto, il necessario tempo di ambientamento e acquisizione delle procedure amministrative, quando hai tantissima fretta, non aiuta.
Come state ovviando al problema?
Siamo uno dei pochi comuni che sta facendo diversi concorsi all’interno del nostro piano di fabbisogno e questo ci ha permesso di avere dei nuovi dirigenti. Ovviamente, essendo dirigenti, sono persone che conoscono il lavoro e, appena entrano, si mettono immediatamente all’opera. Se la domanda complessiva è: “Come Siracusa sta affrontando il PNRR?”, quella dei nuovi dirigenti è una risposta molto importante e utile. Inoltre, rispetto ad alcuni progetti, abbiamo collaborato con l’università di Catania, con il Patto di responsabilità sociale, che coinvolge diversi soggetti presenti sul territorio e che prevede gruppi di lavoro e incontri di approfondimento sui temi. Abbiamo creato una vera e propria partecipazione, non a parole ma concretamente.
Cioè? In che ambito avete concretizzato questa partecipazione?
In alcuni specifici progetti è stata particolarmente importante per noi. Come ad esempio quelli relativi agli impianti sportivi. Parliamo dei due impianti ammessi al finanziamento: uno è quello del campo di rugby, una struttura interamente nuova, alla Pizzuta; l’altro è quello del Palazzetto dello Sport. In questi due casi abbiamo avuto una proficua e fondamentale interlocuzione con la società di rugby e con Peppe Gibilisco. Quindi, voglio dire, la nostra strada è questa: da un lato, il ricorso a tecnici, a progettazioni esterne, a consulenze varie, all’università; dall’altro, la partecipazione civica in senso ampio.
Ci sono progetti già sbloccati? E quali sono più avanti nell’iter?
Sì, ci sono già dei progetti sbloccati. Ad esempio, per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, è arrivato la settimana scorsa il decreto di finanziamento, che ci consente di attivare la gara. Essendo progetti esecutivi che abbiamo sviluppato all’interno, si può andare subito a gara. Quindi adesso ci stiamo dedicando alle necessarie procedure. Parliamo di 3 milioni di euro ciascuno per le scuole dell’infanzia, pertanto ci sono procedure che non sono banali. Si tratta delle due scuole dell’infanzia di Cassibile e di Contrada Carrozzieri all’Isola. Questi progetti, essendo arrivato il decreto ed essendo già esecutivi, sono sicuramente più avanti.
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