“In provincia di Siracusa sono 4.728 i percettori di reddito di cittadinanza che hanno firmato almeno un contratto di lavoro prima del 31 ottobre di quest’anno. Parliamo naturalmente dei percettori occupabili, cioè degli adulti tenuti a firmare un atto per il lavoro e che nei nostri Comuni sono 21.307, mentre il numero dei rapporti di lavoro ancora in corso a fine ottobre è di 2.588. E’ il segno che il reddito di cittadinanza sta sostenendo e riattivando un numero crescente di persone in difficoltà anche nei nostri territori”. Così i parlamentari del Movimento 5 Stelle Sicilia della provincia di Siracusa che aggiungono come lo Svimez nel suo rapporto abbia evidenziato che “il reddito di cittadinanza ha evitato incontrollabili tensioni sociali durante il lockdown”.
I parlamentari del Movimento 5 Stelle nazionali Ficara, Marzana, Scerra, Pisani e regionali Zito e Pasqua continuano: “Con il reddito di cittadinanza e le prime azioni di potenziamento dei centri per l’impiego attraverso l’irrinunciabile contributo dei navigator abbiamo raggiunto risultati impensabili, e su questa strada dobbiamo andare avanti. Per il rifinanziamento del RdC ci sono pronti 4 miliardi in legge di bilancio, ma occorre renderlo ancora più efficace e inclusivo. Allo stesso modo serve un’accelerazione sul fronte delle politiche attive, per le quali sono già previsti importanti investimenti per la formazione e la riqualificazione dei lavoratori, grazie a nuove risorse che si aggiungono al fondo nuove competenze voluto dal ministero del Lavoro”.
“Prevenire la disoccupazione dei lavoratori a rischio, agganciare la formazione alle politiche di sviluppo e puntare a un sistema di ammortizzatori sociali finalmente universale – sono alcuni degli obiettivi strategici che intendiamo perseguire con decisione anche in Parlamento” spiegano i parlamentari del Movimento 5 Stelle che concludono con altri dati: “In 15 regioni il rapporto tra chi ha siglato almeno un contratto di lavoro e il totale dei percettori occupabili è superiore al 30%. In tre casi supera il 40%, e nella nostra provincia questo dato si attesta al 22%”.












