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Siracusa, Gradenigo: “Il riuso agricolo delle acque depurate è un obbligo di legge”

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In una nota, il presidente di Lealtà e Condivisione richiama il ruolo della direttiva europea 2024/3019 e indica le criticità da affrontare nel caso IAS

In una nota diffusa da Carlo Gradenigo, presidente di Lealtà e Condivisione, viene riportata l’attenzione sul tema della depurazione nell’ambito del caso IAS, con particolare riferimento al riuso agricolo delle acque depurate. Un aspetto che, secondo quanto affermato nella comunicazione, sarebbe stato finora trascurato nelle ipotesi avanzate sul futuro del sistema depurativo siracusano.

Nella nota si sottolinea come il riutilizzo delle acque sia “fondamentale in un quadro di crisi idrica, economica e ambientale” e che tale pratica sia ormai resa obbligatoria dalla direttiva europea 2024/3019, approvata nel novembre 2023. In base al provvedimento, tutti gli impianti progettati per un carico superiore ai 150.000 abitanti equivalenti – tra cui l’IAS, che ne prevede 420.000 – dovranno entro il 2039 dotarsi di trattamento terziario, eliminare l’eccesso di azoto e fosforo e provvedere alla redistribuzione obbligatoria dell’acqua nei campi per contrastare siccità e sovrasfruttamento delle falde.

Gradenigo evidenzia due elementi che, a suo avviso, rendono il tema particolarmente rilevante nel contesto siracusano. Il primo riguarda la qualità dell’acqua attualmente attinta dai pozzi e utilizzata in città, caratterizzata – si legge nella nota – da una concentrazione di sale tale da rendere il refluo non idoneo all’uso irriguo, con il rischio di ridurre la fertilità dei suoli. Il secondo punto riguarda l’ubicazione delle aree agricole e delle infrastrutture irrigue del Consorzio di Bonifica, collocate a sud della città, mentre la zona a nord risulta in larga parte occupata dal polo petrolchimico.

Secondo la nota, qualunque decisione sulla vicenda IAS dovrebbe ripartire da questi elementi, a partire dalla redazione del progetto esecutivo per riportare acqua potabile a Siracusa, come previsto dal contratto con il gestore del servizio idrico SIAM. Gradenigo richiama inoltre gli obiettivi già inseriti nel Piano d’Ambito 2021, che prevedono l’affinamento dei reflui per il riuso agricolo e il convogliamento degli eccessi verso la zona industriale tramite la galleria Ciane, con l’obiettivo di liberare il Porto Grande.

La nota richiama anche l’imminente affidamento trentennale del servizio all’ATI, osservando come non sia più possibile “sprecare tempo e risorse economiche e ambientali” con soluzioni temporanee. Viene inoltre evidenziato che un sistema che nel 2026 considerasse ancora i reflui come rifiuto da scaricare a mare “rischia di risultare fuorilegge nei primi 10 anni di esercizio”.

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