I dati Bankitalia bocciano la Sicilia (-4%). Siracusa (e Palermo) in controtendenza. L’imprenditore Cusumano: “Puntare su enogastronomia e lotta alla siccità”
Dati in calo per il turismo siciliano nel primo semestre dell’anno. La fotografia scattata da Bankitalia, nel suo aggiornamento congiunturale, certifica un calo del 4,0% nei pernottamenti.
Un dato in netta controtendenza rispetto alla crescita del 5,5% registrata nell’intero 2024. Tra le province, il decremento più marcato è segnato da Trapani e Ragusa, mentre Palermo e Siracusa hanno segnato un lieve incremento, facendo da traino.
L’analisi di Diego Cusumano
“Leggo con attenzione ma senza sorpresa – afferma Diego Cusumano, vignaiolo, fondatore col fratello Alberto dell’omonima etichetta di vini e tra i più noti imprenditori siciliani – i dati di Bankitalia che certificano un calo nelle presenze turistiche nel primo semestre. E’ chiaro che parliamo di un periodo che non beneficia dell’incoming estivo (in Sicilia la ‘stagione’ inizia a Pasqua), però è anche vero che la Sicilia, prima fra tutte le regioni d’Italia, può e deve guardare alla destagionalizzazione. E quindi questo dato è un brutto indicatore”.
Nel dettaglio, il rapporto di Bankitalia (che analizza un periodo in cui si concentra mediamente poco meno del 40% delle presenze) imputa il calo alla componente nazionale, a fronte della stabilità di quella estera. Si registra inoltre una crescita delle presenze nelle strutture extra-alberghiere, contrapposta alla riduzione registrata negli alberghi.
La soluzione: enogastronomia e infrastrutture
“Abbiamo potenzialità, clima, paesaggi e risorse naturali (si pensi soltanto all’Etna) e storico-artistiche per avere turismo di qualità tutto l’anno. Ma non le stiamo valorizzando, anzi” – commenta l’imprenditore siciliano in un’intervista all’Adnkronos, che continua – “E il turismo enogastronomico è il propellente che ci può far fare uno scatto in avanti enorme”.
I dati del Rapporto Aite (Associazione Italiana Turismo Enogastronomico) 2024 certificano infatti che il 70% degli intervistati dichiara di aver svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni alla ricerca di cibo, vino e olio, con un +12% sul 2023.
“Il turismo enogastronomico, ma soprattutto quello enologico che porta tanti turisti ad avvicinarsi e a scoprire anche l’incanto delle nostre campagne e montagne, oltre a quello delle coste e delle isole – commenta Diego Cusumano – è il vero volano dell’aumento di presenze, italiane ma ancor più straniere, che peraltro vanno incrementare il turismo fuori stagione e al di la dei circuiti più battuti, se non in overturism. L’esperienza in cantina e nel territorio, abbinata al mare, è il mix perfetto per il turista ma soprattutto per la nostra regione che vede così rinascere luoghi dimenticati”.
L’appello: “Lotta alla siccità è la sfida più grande”
L’analisi dell’imprenditore si chiude con un appello alle istituzioni:
“Noi imprenditori la nostra parte la stiamo facendo, con impegno e sacrificio. E’ però – sottolinea Cusumano – ora compito di Stato, relativi Ministeri e Regione fare la loro parte e andare oltre i proclami. La Sicilia, spiega l’imprenditore e vignaiolo, ha bisogno di una programmazione lungimirante, una road map ragionata, pluriennale e coerente di investimenti, che è sempre mancata”.
“Bisogna investire, subito, con urgenza – sottolinea Diego Cusumano – in primis per strade, con particolare impegno sulla viabilità interna, servizi al turismo non solo italiano ma estero (a partire dalle indicazioni in lingua) e soprattutto sull’acqua che è la nostra più grande sfida. Acqua per dissetare i campi, le terre, la natura, i siciliani e gli stranieri. Perché la Sicilia può e deve diventare uno dei luoghi più attrattivi d’Italia, non solo per fare le vacanze, ma anche per vivere, abitare, intraprendere, fare impresa e progredire” conclude Cusumano.







