L’assessore invia una riflessione sulla valorizzazione dei luoghi della cultura, sul lavoro fatto e soprattutto su quello ancora da fare
“La straordinaria partecipazione di cittadini, turisti e viaggiatori alle aperture straordinarie in questi fine settimana dei nostri siti culturali, Musei e Monumenti rappresenta un sorprendente segnale di attenzione popolare verso la nostra variegata identità culturale.
Un’attenzione e una richiesta di partecipazione che ci obbliga a uno sforzo di comprensione e a nuove forme di organizzazione del “patrimonio” materiale e immateriale della Città.
Infatti solo attraverso nuove sperimentazioni e buone pratiche si possono aprire prospettive alla percezione come “unicum” della nostra identità culturale cittadina.
Bisogna “andare oltre” e avere un nuovo “ri-guardo” verso la nostra Città, nel duplice senso di averne rispetto e guardarla con occhi nuovi.
Iniziando a cogliere la continuità tra passato e avvenire senza nessun disprezzo o risentimento per il tempo presente, evitando sia la sua banalizzazione o mercificazione turistica che la nostalgia per la “Citta’ del passato”.
In questi anni, tra incomprensioni e tanti ostacoli, passi significativi sono stati fatti nella giusta direzione.
La riapertura del Teatro Comunale, di Palazzo Impellizzeri e della Latomia dei Cappuccini, la creazione di una piccola ma significativa rete di Musei civici, il recupero ancora parziale ma significativo di Villa Reimann e del Gargallo, l’apertura di nuove Piazze, i progetti avviati di recupero di spazi monumentali, urbani e archeologici insieme alla tanto sospirata istituzione del Parco Archeologico autonomo, stanno iniziando a donare alla Città una inedita immagine di “luogo dell’Anima” colmo di segni e simboli che compongono come tasselli il grande “mosaico” della nostra Identità e della stratificazione culturale in virtù della
quale siamo entrati nel 2005 a far parte della W.H.L. Unesco di Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Adesso siamo tutti chiamati a consolidare un “sistema” che dialoghi e progetti insieme, al di la delle burocratiche competenze attribuite per legge.
Tra tenere aperto un sito perdendo quote di sovranità sulla competenza prevista dalle norme e tenerlo chiuso, dobbiamo sempre far prevalere uno spirito di collaborazione che concretizzi la prima opzione.
Per questo facciamo tutti un passo in questa direzione, evitando clamorosi pasticci come nel caso dei canoni sul Teatro Greco: la Regione Siciliana ha competenza esclusiva sul proprio Patrimonio Culturale, Teatri Antichi compresi.
Tutto qui.
E anche se il Ministero ha opportunamente inserito l’Inda tra le Istituzioni culturali che svolgono una funzione eminentemente pubblica di diffusione e promozione della Cultura, esentandola dal Canone, la Regione poteva, e a mio avviso, doveva decidere autonomamente rivendicando quella specificità che, in altre stagioni, ha fatto la nostra fortuna.
Per finire, non riapriamo per favore il tormentone sugli spettacoli estivi: la scelta è stata quella di un nuovo contenitore dove accogliere eventi musicali e artistici, prolungando cosi la Stagione culturale della Città.
Vedremo questa scelta che risultati produrrà ma evitiamo, suvvia, una nuova e leziosa discussione sugli eventi straordinari che l’Inda ha sempre organizzato al Teatro, e che anche quest’anno arricchiranno la stagione, senza analisi occhiute e ragionieristiche sui pochi giorni in più di “copertura” del Teatro o (si inizia a leggere anche questo) sul “peso” che i sublimi interpreti della grande tradizione italiana del balletto classico eserciteranno sulla Cavea: scivolare dal patetico al ridicolo in questo caso è un attimo…”







