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Case del sorriso

Siracusa, il documentario “A un passo dal domani” accende i riflettori sulla Mazzarona

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Realizzato da Factanza Media e Cesvi, il docufilm racconta l’impatto delle “Case del Sorriso” a Siracusa, Napoli e Bari. Al centro, la storia di Catia e la lotta alla povertà educativa

«È iniziato tutto per scherzo, poi è diventato un modo per non pensare». Nelle parole di Catia, 38 anni, casalinga siracusana e madre di quattro figli, risiede il senso profondo di “A un passo dal domani”, il documentario da 45 minuti realizzato da Factanza Media insieme a Cesvi.

Presentato in anteprima al Cinema Anteo di Milano, il docufilm compie un viaggio crudo ma carico di speranza attraverso tre periferie dimenticate d’Italia: San Pietro a Patierno a Napoli, il quartiere San Paolo a Bari e l’area della Mazzarona a Siracusa. Tre territori complessi dove le “Case del Sorriso” – gli hub sociali sostenuti da Intesa Sanpaolo – operano quotidianamente come presidi di rinascita e contrasto alla povertà educativa.

La storia di Catia incarna perfettamente i dati statistici sull’occupazione femminile e il peso sociale della maternità nei contesti svantaggiati. Rimasta incinta a 18 anni dopo la classica fuitina, Catia non ha mai potuto fare il suo ingresso nel mondo del lavoro.

I dati Eurostat sul tasso di occupazione delle donne tra i 25 e i 49 anni parlano chiaro:

  • Senza figli: 68,5%

  • Con 1 figlio: 64,8%

  • Con 2 figli: 62%

  • Con 3 o più figli: Crollo verticale al 42,3%

Presso la Casa del Sorriso della Mazzarona, Catia ha scoperto il cucito, trovando uno spazio tutto suo: «Ho sempre sognato di avere un’indipendenza economica, una cosa mia. Ma non ho mai avuto tempo. Andare alla Casa del Sorriso mi fa bene. Quando entro là, entro nel mio mondo».

Il progetto di Cesvi affronta quella che è a tutti gli effetti un’emergenza nazionale: in Italia sono 1,3 milioni i minori in povertà assoluta (con picchi drammatici nel Mezzogiorno) e circa un milione i bambini a rischio maltrattamento.

Nel solo quartiere della Mazzarona, dove l’abbandono scolastico tocca la preoccupante quota del 18,1%, l’intervento di Cesvi ha permesso di supportare in modo concreto 150 persone, garantendo tutela e percorsi educativi a 86 ragazzi.

Un altro grande fattore di rischio nei quartieri periferici è rappresentato dalle gravidanze precoci (che in aree simili come quella di Napoli sfiorano il 14,9%), una condizione che spesso blocca sul nascere ogni opportunità di emancipazione socio-economica per le giovani madri.

Il successo del modello di welfare territoriale delle Case del Sorriso risiede nella cooperazione. Come spiegato da Roberto Vignola, vicedirettore generale di Cesvi:

«Le Case del Sorriso non sono solo luoghi fisici, ma spazi di relazione, fiducia e possibilità, dove bambini e ragazzi possono trovare ascolto, strumenti e adulti capaci di esserci davvero. Solo con la collaborazione di tutti si può fare veramente la differenza».

Un ruolo d’impatto spetta anche alla responsabilità dei media nel raccontare questi contesti fuori dalla narrazione puramente scandalistica. Bianca Arrighini, CEO e Co-founder di Factanza Media, ha sottolineato l’obiettivo del progetto: «Con “A un passo dal domani” abbiamo voluto portare lo sguardo su un’Italia che esiste nel silenzio del dibattito pubblico. Significa raccontare questi territori fuori dalla solita cronaca emergenziale, per restituire la complessità e la dimensione umana che esprimono».

Dopo il primo tour di proiezioni dal vivo, il documentario sarà a breve reso disponibile gratuitamente su YouTube per raggiungere un pubblico ancora più ampio.

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