Report Ecomafie: in fumo 53mila ettari in tutta l’isola, quasi il doppio dell’anno precedente. Ora la Regione punta sulle termocamere con intelligenza artificiale
Un’estate drammatica sul fronte incendi per la Sicilia, con un bilancio che quasi raddoppia i danni rispetto all’anno precedente. In questo quadro desolante, la provincia di Siracusa emerge come una delle aree con il minor numero di reati accertati legati ai roghi, ma il problema resta grave e diffuso su tutto il territorio regionale.
Secondo l’ultimo rapporto Ecomafie di Legambiente, la provincia di Siracusa si classifica penultima in Sicilia per numero di illeciti legati agli incendi, seguita solo da Ragusa. Un dato che, seppur apparentemente positivo, si inserisce in un contesto regionale allarmante dove, a fronte di migliaia di roghi, le denunce e gli arresti rimangono incredibilmente bassi.
A livello regionale, la situazione è da “annus horribilis”. I dati raccolti dagli uffici della Regione Siciliana e confermati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sono impietosi:
- Superficie bruciata: Nei primi nove mesi del 2025 sono andati in fumo oltre 52mila ettari di terreno, quasi il doppio rispetto ai circa 30mila del 2024.
- Numero di roghi: Si è passati dai 5.794 incendi registrati tra gennaio e settembre 2024 agli 8.044 dello stesso periodo di quest’anno.
- Origine dolosa: Si conferma che la causa principale dei roghi è quasi sempre la mano dell’uomo.
- Aree protette colpite: Il 39% degli ecosistemi forestali andati a fuoco ricade all’interno di aree protette e siti della Rete Natura 2000, come accaduto nella Riserva dello Zingaro.
L’emergenza, ormai non più solo estiva ma “destagionalizzata”, ha richiesto un massiccio impiego di mezzi aerei. Gli interventi con elicotteri sono passati da 674 a quasi mille, mentre i Canadair sono stati impiegati in oltre 450 occasioni, rispetto alle 351 del 2024.
Le province più martoriate sono state quelle di Agrigento, con oltre 13mila ettari distrutti, e Palermo, che detiene il triste primato per numero di reati accertati (96).
Per contrastare un fenomeno che Legambiente lega non solo al pascolo abusivo ma anche alla speculazione edilizia e al “business dello spegnimento”, la Regione Siciliana punta ora sulla tecnologia. Nelle prossime settimane, infatti, è prevista l’installazione in aree demaniali e riserve di termocamere che, sfruttando l’intelligenza artificiale, dovrebbero garantire un monitoraggio più efficace e inviare allerte tempestive, con la speranza di intervenire più rapidamente e, forse, di riuscire finalmente a individuare i responsabili di questo scempio.












