La senatrice siciliana: “Propaganda a picco, continuano stragi e sbarchi”
Un nuovo naufragio al largo di Lampedusa riaccende il dibattito sulle politiche migratorie del governo. La tragedia, che secondo le prime ricostruzioni ha coinvolto anche una neonata tra le vittime, ha spinto la senatrice siciliana del Movimento 5 Stelle Dolores Bevilacqua a lanciare un attacco frontale contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
“Se fossero all’opposizione, quelli che oggi governano li vedreste in tutti i telegiornali e su tutti i giornali a chiedere le dimissioni del ministro degli Interni e del presidente del Consiglio”, ha dichiarato Bevilacqua in una nota diffusa oggi da Roma.
La senatrice pentastellata ha puntato il dito contro quelle che definisce le contraddizioni dell’attuale maggioranza. “Quelli del blocco navale, quelli della ricerca dei trafficanti su tutto il globo terraqueo, quelli del miliardo di denaro pubblico sperperato per il centro in Albania”, ha elencato, riferendosi alle principali misure annunciate dal governo in materia di immigrazione.
Secondo Bevilacqua, i dati degli sbarchi dimostrano l’inefficacia delle politiche adottate. La parlamentare ha citato una media di 6-7 mila arrivi mensili registrati dalla primavera, sottolineando come le stragi in mare continuino nonostante gli annunci dell’esecutivo.
Nel mirino della critica pentastellata finisce anche l’accordo con l’Albania per la gestione dei migranti, definito uno “sperperio di denaro pubblico”. La senatrice ha inoltre richiamato il caso Almasri, sostenendo che dimostrerebbe come l’Italia rimanga “sotto ricatto da parte dei signori libici del traffico di esseri umani”.
L’esponente del M5S ha collegato questi episodi a quello che considera un più ampio fallimento della strategia governativa: “Un fallimento vergognoso di questo governo anche sul suo storico cavallo di battaglia elettorale”.







