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1 Maggio

ACLI Siracusa: «Il lavoro dignitoso è il fondamento di una società giusta»

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In occasione del Primo Maggio, le ACLI provinciali rilanciano l’allarme sulle condizioni lavorative nel territorio: «Non possiamo accettare precarietà e sfruttamento come normalità»

Alla vigilia del Primo Maggio, le ACLI di Siracusa rilanciano il loro impegno per il lavoro dignitoso, che definiscono «fondamento di una società giusta». In una nota diffusa oggi, l’associazione sottolinea l’urgenza di rimettere al centro dell’agenda politica e sociale il tema delle condizioni lavorative, soprattutto per i più giovani e per le donne.

«Troppo spesso, nel nostro territorio come nel resto d’Italia, il lavoro è diventato sinonimo di precarietà, di sfruttamento, di insicurezza», si legge nel comunicato. Le ACLI denunciano una situazione in cui «contratti a termine, salari insufficienti, condizioni di lavoro insalubri e mancanza di diritti sono la quotidianità per migliaia di lavoratori».

L’associazione evidenzia inoltre il rischio di una normalizzazione di fenomeni come il lavoro nero, le false partite IVA e gli stage senza prospettive: «In nome del profitto, si sono normalizzati il lavoro povero, il lavoro nero, le false partite IVA, gli stage senza futuro. Questo non è accettabile!».

Secondo le ACLI, il lavoro deve essere «dignitoso o non è lavoro». Un lavoro, cioè, che garantisca «sicurezza, diritti, stabilità economica, possibilità di crescita umana e professionale».

«Deve permettere di progettare un futuro, di mettere su famiglia, di vivere e non semplicemente sopravvivere», aggiungono. Per l’associazione, si tratta di una questione centrale di democrazia e giustizia sociale: «Il Primo Maggio non può essere solo un rito o una memoria nostalgica. Deve essere un grido che chiama a responsabilità le istituzioni, il mondo imprenditoriale, la società civile».

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