[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Vittorio Padua, Coordinatore A.T. CittadinanzAttiva – zona Sud”][vc_column_text]Cittadinanzattiva Assemblea Territoriale – Zona Sud Prov. Siracusa, scrive al sindaco di Noto, Corrado Figura. Ecco il testo integrale:
Al dott. Corrado Figura
Sindaco di Noto
Apprendiamo, da recenti articoli di stampa, che la querelle sulla installazione di un impianto fotovoltaico in territorio di Noto, sta animando un acceso ed appassionato confronto/scontro tra le parti avverse.
A fronte delle legittime rimostranze della proprietaria della cantina Marilina, supportate da valide e ben articolate argomentazioni (a prescindere se poi siano condivisibili o meno), abbiamo assistito all’ennesima fuorviante ed inconsistente replica del primo cittadino, nel vano tentativo di giustificare una inversione di rotta della Amministrazione che dirige.
Lascia perplessi il fatto che l’Amministrazione Figura , dapprima convintamente contraria a tale installazione con la presentazione di ben due ricorsi al Tar, a distanza di appena 10 mesi, abbia deciso di rinunciare al giudizio dimenticando d’un tratto ” l’evidente danno alla collettività netina proprio per la evidente refluenza di tale progetto assentito seppure con prescrizioni, alla tutela di un territorio vocato al turismo sostenibile e alla tutela dell’ambiente.
Le giustificazioni addotte dal Primo Cittadino nel suo intervento non sono affatto credibili perché il punto non è se si è favorevoli o no all’impianto fotovoltaico, ma perché si debba tollerare la sua collocazione in una zona ( tra Noto e Pachino e non come afferma il sindaco tra Noto e Ispica) vicino alla riserva di Vendicari, come espressamente scritto nella delibera di giunta n. 24 del 28/12/2021, per il notevole impatto ambientale e paesaggistico nel territorio dello stesso.
Va da sé che non si può non essere favorevoli agli investimenti nelle fonti di energia rinnovabili e sostenibili, a maggior ragione in un periodo storico come questo determinato da una grave crisi energetica, ma tale constatazione non può certamente essere barattata con una rinuncia alla difesa del territorio, dell’ambiente e alla identità culturale di una comunità intera.
Quali rassicurazioni sono state date riguardo alla effettiva innocuità dell’impianto sull’ambiente?
Sono stati pianificati dettagliatamente gli interventi necessari?
Sono state prese in considerazione possibilità di diversa ubicazione in un territorio vasto come quello del 4° comune più grande d’Italia?
È stato adeguatamente valutato il danno alla salute derivante dagli effetti di riflesso dei pannelli ed il relativo inquinamento luminoso? ( Il cosiddetto glaring problem riconosciuto dal tribunale di Perugia)?
È stato anche solo marginalmente considerato l’effetto che tali fasci luminosi possono avere nei riguardi dei flussi migratori di diverse specie animali che popolano la vicina riserva e le eventuali ripercussioni sull’equilibrio dell’ecosistema della stessa ?
È stata siglata una convenzione che garantisca la permanenza in loco di una quantità minima di energia prodotta? O ci si accontenta solo di un misero compenso remunerativo e minime opere di abbellimento, a fronte di una migrazione verso le industrie del Nord dell’energia prodotta?
È stato presentato un piano articolato sulla futura, certa, dismissione di questo impianto e della successiva bonifica, o resteranno le classiche cattedrali nel deserto, simbolo della incuria e miopia di una classe amministrativa che svende per 2 soldi la propria terra?
Solo dopo aver posto queste domande ed ottenuto serie risposte, si potrebbe affrontare con cognizione di causa una querelle di tale importanza, senza pregiudizi o apriorismi concettuali figli di un asettico servilismo alla regola del più potente.
Ci chiediamo inoltre se prima di rinunciare alla battaglia in difesa del territorio, con e per ragioni più o meno valide, l’amministrazione si è confrontata con le 12 associazioni che a Dicembre avevano organizzato una riunione aperta per discutere del problema e individuare una linea di condotta univoca.
Sono stati interpellati i movimenti civici o si è agito, quale prassi costante di codesta Amministrazione, in totale autocrazia disdegnando il confronto nella convinzione che valga la regola dell’Ipse dixit?
Sig. Sindaco, la invitiamo a riflettere sui valori della Democrazia partecipata che si esplicita ascoltando i pareri dei Cittadini e/o attraverso le relative Associazioni interessate ai temi sociali.
E’ vero che Lei è a capo dell’ Amministrazione, ma è anche vero che Lei rappresenta l’intera Comunità e non solo una parte di essa.
La ringraziamo pertanto di averci letto con l’augurio che questa Lettera aperta possa servirLe per una riflessione più attenta ed oggettiva.
Cordialmente[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]












