Il mercato storico di Pachino, nei pressi di P.zza Colonna, ha rappresentato e rappresenta per i pachinesi l’anima storica della città.
Al suo interno sono nate attività commerciali storiche, che hanno conferito al luogo un aspetto caratteristico tipico dei mercati rionali delle città siciliane. Si tratta di una zona non valorizzata negli ultimi tempi, divenuta oggetto di atti vandalici che ne hanno danneggiato il decoro e la reputazione. Ad affermarlo sono i Consiglieri comunali Sebastiano Gabeli e Angelo Pantoni.
Il mercato storico di Pachino va valorizzato, non danneggiato
“Sembra – secondo i due Consiglieri Comunali di Pachino – che l’Amministrazione Comunale stia pensando di istituirvi parcheggi a pagamento, modificandone la viabilità e, quindi, la natura del Mercato stesso: tale scelta, oltre a non essere stata condivisa, rischierebbe di far “morire” definitivamente un pezzo di storia pachinese. Oltre al danno, si aggiungerebbe la beffa. Se la scelta fosse confermata, le poche attività commerciali presenti, che già lamentano l’assenza di decoro e sicurezza dell’area, verrebbero ulteriormente messe in difficoltà e rese meno attrattive; in un contesto che ci vede uscire da una pandemia disastrosa e che vede aumentare i prezzi delle materie prime, di luce e gas, tali azioni sarebbero fatali. Invitiamo ,invece, l’Amministrazione Comunale a rilanciare il mercato storico con azioni volte alla tutela dell’incolumità e del decoro pubblico.”
La proposta
“A tal fine – spiegano Gabeli e Pantoni – proporremo al Consiglio Comunale una mozione per chiedere l’istallazione di un impianto di video-sorveglianza H24 su P.zza Colonna e vie circostanti, la stipula di un protocollo d’intesa con le Forze dell’Ordine che preveda l’istituzione di un centro operativo di controllo permanente ed, infine, l’organizzazione di iniziative storico-culturali e ludiche per incentivare la fruizione di quest’area. Sacrificare, anziché valorizzare, il Mercato per dei parcheggi a pagamento (il cui guadagno andrà nelle tasche di società private, non di certo al Comune) è un delitto contro la memoria storica pachinese.”












