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Via Iceta e Sbarcadero Santa Lucia: dubbi sull’acceso al mare negato

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Il Partito Comunista Italiano di Siracusa chiede chiarimenti sulla presunta privatizzazione delle spiagge di Via Iceta e dello Sbarcadero Santa Lucia, segnalando possibili violazioni costituzionali

Il Partito Comunista Italiano di Siracusa ha sollevato pubblicamente perplessità in merito alla recente privatizzazione di due spiagge storicamente libere: la spiaggetta di Via Iceta e quella adiacente allo Sbarcadero Santa Lucia, entrambe situate in aree centrali della città.

Secondo quanto comunicato, l’accesso a questi tratti di litorale — da sempre utilizzati liberamente da residenti e turisti — sarebbe oggi limitato da barriere, cancelli e inferriate, che impedirebbero non solo l’accesso diretto al mare, ma persino la visuale sul paesaggio costiero. Il PCI segnala come ciò possa rappresentare una violazione dell’articolo 9 della Costituzione, che tutela il paesaggio come bene comune.

Il partito evidenzia inoltre il potenziale conflitto con altri diritti costituzionali fondamentali, tra cui la libertà di movimento, il diritto alla fruizione collettiva del patrimonio naturale, il diritto alla sicurezza e il principio di inclusione per le persone con disabilità, che sarebbero escluse da questi spazi a causa delle barriere fisiche.

Ulteriori critiche sono state rivolte a un recente video promozionale diffuso dall’Amministrazione Comunale di Siracusa, che mostrerebbe gli interventi di chiusura delle aree come parte della “riqualificazione” della zona dello Sbarcadero, senza menzionare i contestati sbarramenti.

Il PCI ha confermato di aver già inviato formali segnalazioni alla Capitaneria di Porto, al Sindaco e alla Soprintendenza ai Beni Culturali, chiedendo la verifica della legittimità delle concessioni demaniali, della compatibilità ambientale degli interventi e della corrispondenza tra autorizzazioni e opere realizzate.

In conclusione, il Partito Comunista Italiano chiede che venga garantito il libero accesso, la fruizione e la visibilità del mare, attraverso la rimozione delle barriere fisiche installate.

“Il mare non è una proprietà privata. È un bene di tutti”, dichiarano i rappresentanti locali del partito, auspicando che l’Amministrazione tuteli il diritto collettivo e ascolti le istanze della cittadinanza.

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