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Giovani e scrittura

Siracusa, presentazione di “Lambda, la voce del mare” e l’eco della vita

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La presentazione del libro “Lambda, la voce del mare” di Emma Carla Messina, tenutasi nei locali dell’associazione culturale “Il cerchio”, è diventata momento di approfondimento di alcune tematiche basilari della nostra esistenza di cui il mare, secondo la giovanissima autrice, ne rappresenta l’essenza

A soffermarsi sul volume, edito da Nuova Strige (di Enzo Marano), è stato Giuseppe Costa – Gingolph – che ha sollecitato Emma, appena diciottenne, a farsi anche portavoce della prospettiva dei giovani, così da stimolare la riflessione tra il pubblico, appartenente ad un’altra generazione.

Prima che la presentazione entrasse nel vivo, Enzo Monica, presidente della suddetta associazione, di cui Carmela Fillioley è la vice-presidente, ha specificato come l’incontro rientrasse nel ciclo di conferenze che, dedicato ai ragazzi distintisi in vari campi dello scibile, è intitolato appunto “Il lunedì dei giovani”. Gingolph, poi, nell’annunciare come il volume consti di quattro racconti, preceduti da altrettante introduzioni, ne ha evidenziato il sodalizio tra sapore nostalgico e pensiero magico.

Nel primo racconto “Silenzio, parla il mare”, dedicato al compianto Enzo Maiorca, l’apneista siracusano, detentore del record mondiale di immersione in apnea, la giovanissima autrice affronta inusitatamente il tema della morte poiché – secondo la stessa – è la chiave per poter apprezzare la vita. Facendo leva su una sorta di teoria degli opposti, Emma ha spiegato come la realtà composta da luci e ombre, pace e guerra, possa essere compresa nella sua interezza soltanto se ne conosciamo l’altra faccia o, almeno, come nel caso di vita e morte, ne abbiamo consapevolezza. In questo racconto, Emma, dunque, esplorando il terribile dolore di un padre, Enzo Maiorca, al cospetto della morte della figlia, Rossana, lo paragona ad un corpo con un arto mozzato.

Nel secondo racconto “Il guardiano del faro”, “rivolto” verso Punta Secca ed in cui la scrittura si fa più onirica, si narra di un giovane che aveva appreso il mestiere in questione da un vecchio, la cui identità sembra disvelarsi in un fantasma. In “E sarà per sempre”, poi, Emma narra, idealizzandolo, l’amore tra i genitori e quello tra i nonni, la cui vera natura non si palesa nella profusione di parole sdolcinate, ma in una sequenza di piccoli gesti che danno la cifra dell’amore stesso.

E, infine, in “Lacrime salate”, la rievocazione della lacrimazione dell’effigie della Madonna, evento prodigioso occorso nel 1953, diviene pretesto per parlare della fede e per ipotizzare che dietro quel pianto vi sia, tra l’altro, la constatazione della controversa natura dell’uomo che, pur essendo materia di Dio, non manca di deludere.

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