Le fiamme, di probabile natura dolosa, hanno colpito i terreni confiscati alla mafia e gestiti da Libera Terra, distruggendo il raccolto per la pasta biologica. Unanime la condanna dal mondo politico, da PD e M5S fino a FDI e alla DC all’ARS: “È una chiara strategia criminale, serve una risposta corale”
Un attacco diretto al cuore della legalità, con danni stimati per circa 20 mila euro. Un incendio, con ogni probabilità di natura dolosa, ha distrutto nella notte venti ettari di grano duro biologico in contrada Cuccumella, nel territorio di Lentini. A essere colpita è la cooperativa “Beppe Montana – Libera Terra”, una delle esperienze più significative in Sicilia di recupero a fini sociali dei beni confiscati alle mafie. Il raccolto andato in fumo era destinato alla produzione della pasta a marchio Libera Terra.
Non un fulmine a ciel sereno, ma l’ultimo, gravissimo episodio di una serie di atti intimidatori. Come sottolineato da più parti, si tratta del quarto attacco in pochi mesi, dopo furti e tentativi di sabotaggio. Un’escalation che disegna i contorni di una “chiara strategia criminale”, volta a colpire chi, con coraggio e onestà, lavora per costruire un’alternativa concreta al potere mafioso.
La risposta del mondo politico è stata immediata e trasversale, dal Parlamento nazionale all’Assemblea Regionale Siciliana, con una ferma condanna dell’accaduto e la piena solidarietà ai lavoratori della cooperativa.
“È un gesto vile e intimidatorio, che colpisce una delle esperienze più importanti di riscatto sociale,” hanno dichiarato in una nota congiunta Antonio Nicita, vicepresidente del Gruppo PD in Senato, e la senatrice Enza Rando, responsabile legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico. “Non possiamo più considerare questi attacchi come fatti isolati”.
Dello stesso tenore le parole del parlamentare regionale siracusano Carlo Gilistro (M5S): “Siamo e saremo al fianco di Libera e della cooperativa Beppe Montana, accanto a chi, con sacrificio e senza scorciatoie, porta avanti un progetto di giustizia sociale, lavoro e dignità”.
A queste voci si aggiunge quella della Democrazia Cristiana all’Assemblea Regionale Siciliana. “È un fatto grave e allarmante, che richiede attenzione, fermezza e una risposta corale delle istituzioni”, ha dichiarato l’on. Carlo Auteri (DC). “Non possiamo accettare che chi restituisce valore a ciò che un tempo era dominio dell’illegalità debba operare sotto minaccia. Chiedo che si faccia chiarezza e che la Regione, attraverso i propri strumenti, possa attivarsi per essere accanto a chi, con sacrificio e coraggio, semina speranza nei nostri campi”.
L’appello che emerge dalle dichiarazioni è unanime: la società civile e le istituzioni devono fare fronte comune. “La Sicilia perbene deve prendere posizione”, ha concluso Gilistro, “stiamo dalla parte giusta, dalla parte di chi non arretra di fronte alle intimidazioni ma continua a coltivare libertà e speranza su terre che profumano di riscatto”.






