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Augusta, Aggressione nel carcere: agente della penitenziaria preso a bastonate da un detenuto

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Violenta aggressione nel penitenziario siciliano sovraffollato al 180%: sindacato denuncia carenza di personale e strutture fatiscenti

Un agente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito questa mattina al carcere di Augusta, riportando una frattura al braccio e al polso con prognosi di 15 giorni. L’episodio rappresenta l’ennesimo caso di violenza contro il personale penitenziario in una struttura già al collasso.

Secondo quanto denunciato dal Coordinamento Territoriale Siracusa-Ragusa della FNS CISL, l’aggressione è avvenuta per futili motivi da parte di un detenuto sottoposto al regime speciale dell’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario. Il recluso ha colpito ripetutamente l’agente con bastoni, tentando anche di colpirlo al volto. Solo l’istinto del poliziotto, che si è riparato con il braccio, ha evitato conseguenze più gravi.

Il personale presente è immediatamente intervenuto per soccorrere il collega ferito, che è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Augusta per le cure necessarie.

Il sindacato descrive un quadro drammatico: il carcere di Augusta ospita circa 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di soli 339 posti, con un sovraffollamento del 180% ben oltre la media nazionale. La struttura soffre di una carenza cronica di personale: mancano 80 unità tra agenti e assistenti, 10 sovrintendenti, 10 ispettori e 2 funzionari.

“La situazione è sempre più critica a causa di una popolazione detenuta refrattaria al rispetto delle regole”, denuncia il coordinatore provinciale Fabio D’Amico. Il detenuto protagonista dell’aggressione odierna sarebbe un soggetto noto per aver già creato disordini in passato, contenuto solo grazie all’esperienza del personale presente.

Le criticità non riguardano solo il sovraffollamento. Il documento della FNS CISL evidenzia le pessime condizioni strutturali dell’istituto: solo 3 sezioni su 12 dispongono di docce nelle celle, mentre le restanti sono fatiscenti e prive di bagni adeguati. Mancano il riscaldamento e i climatizzatori per i box degli agenti sono fuori uso.

Anche l’autoparco risulta obsoleto: delle cinque vetture in dotazione, solo una è attualmente funzionante, con i mezzi rimanenti che superano i 250.000 chilometri. I cancelli automatici sono rotti da mesi, in attesa di fondi per il ripristino che tardano ad arrivare dal Provveditorato regionale.

Il Coordinamento territoriale della FNS CISL chiede con urgenza l’assegnazione di personale, l’allontanamento immediato del detenuto responsabile dell’aggressione e il ripristino delle condizioni strutturali dell’istituto. “Non è possibile accettare che il rischio lavorativo sia cresciuto così esponenzialmente”, sottolinea la nota sindacale.

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