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Pachino, Atti persecutori nei confronti del sindaco Gambuzza: la solidarietà dell’Anci

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GIP Siracusa dispone divieto di avvicinamento a 500 metri per atti persecutori verso Giuseppe Gambuzza. Messaggi minatori dal periodo estivo, due denunce ai Carabinieri

Arriva la solidarietà dell’Anci Sicilia, l’Associazione nazionale dei Comuni, al sindaco di Pachino, Giuseppe Gambuzza. Il primo cittadino è stato vittima di atti persecutori da parte di un dipendente comunale. Ieri il giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Siracusa ha disposto nei confronti del dipendente il divieto di avvicinamento con obbligo di mantenere una distanza minima di 500 metri dal sindaco, sia dalla sua abitazione che dal luogo di lavoro. L’uomo sarà sottoposto a controllo tramite braccialetto elettronico.

«Il dipendente è stato raggiunto da un’ordinanza di applicazione di misura cautelare per dei fatti che sono successi a partire dal periodo estivo – ha spiegato il sindaco Gambuzza – Mi sono arrivati una serie di messaggi su WhatsApp e poi anche dei messaggi vocali dove venivo ingiuriato e quindi sono stato costretto a fare una prima denuncia ai Carabinieri».

Due denunce dopo tentativi di mediazione

Nonostante alcuni amici comuni abbiano tentato di riportare la calma, il dipendente ha continuato a inviare messaggi al sindaco, rimproverandolo per questioni che, secondo Gambuzza, non hanno alcun fondamento. «Qualche amico ha anche cercato di farlo tranquillizzare perché mi rimproverava dei fatti che non rientrano sicuramente tra i miei comportamenti nei suoi confronti, ma lui ha ancora continuato – ha raccontato il primo cittadino».

La situazione ha reso necessaria una seconda denuncia, che ha portato all’intervento dell’autorità giudiziaria. Il dispositivo elettronico che verrà applicato al dipendente è collegato a un sistema di allerta: «Mi verrà consegnato un telecomando che nel momento in cui il soggetto si avvicina a meno di questa distanza mi darà un segnale», ha spiegato Gambuzza.

Le presunte motivazioni alla base delle accuse

Secondo quanto ricostruito dal sindaco, all’origine del comportamento persecutorio ci sarebbero questioni lavorative. «Suppongo che gli è stata ridotta notevolmente la busta paga per una serie di malattie che lui aveva avuto, e pensava che fosse colpa mia» ha dichiarato Gambuzza, aggiungendo che l’uomo aveva anche richiesto un trasferimento ad altro ufficio, richiesta che il sindaco non ha accolto.

«Parliamo di un dipendente comunale con cui ho avuto anche rapporti di amicizia e quindi non mi sarei mai aspettato un comportamento del genere nei miei confronti, visto che, fino a questo momento, non mi sono mai comportato male nei suoi confronti», ha sottolineato il primo cittadino.

Un secondo episodio su TikTok

Pochi giorni fa il sindaco Gambuzza era già stato vittima di un altro episodio spiacevole: un cittadino di Pachino lo aveva insultato e diffamato su TikTok. L’episodio, nato da una contestazione per dei cartoni lasciati davanti casa, ha portato a una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale e a una seconda per diffamazione aggravata.

«Sto cercando di fare quello che mi è possibile» ha commentato il sindaco riferendosi alla gestione di questi episodi che lo hanno visto bersaglio di attacchi personali.

La solidarietà del sindacato

Sulla vicenda è intervenuto il segretario generale del sindacato Mario Emanuele Alvano insieme al presidente Paolo Amenta, che hanno espresso «piena solidarietà al sindaco Giuseppe Gambuzza.

«Un episodio così grave, perpetrato da un dipendente comunale nei confronti del proprio primo cittadino, costituisce un attacco non solo alla persona ma all’istituzione che egli rappresenta – si legge nella nota diffusa da Anci – La violenza, sotto qualsiasi forma, è incompatibile con i valori democratici e con il servizio pubblico che viene reso attraverso le istituzioni comunali».

 

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