Incontro con l’autore e tanti aneddoti sui suoi film al cinema Aurora di Belvedere
“La gloria e la prova” di Totò Cascio, edito da Baldini+Castoldi, ripercorre la fama e il travaglio del piccolo protagonista di “Nuovo cinema paradiso” (per la regia di Giuseppe Tornatore) il quale, da adulto, a seguito di una retinite pigmentosa, ha trasformato quella che aveva bollato come condanna in condizione.
Il libro, alla cui stesura ha collaborato Giorgio De Martino e che riporta la prefazione di Giuseppe Tornatore e la postfazione di Andrea Bocelli, è stato presentato nella sala del cinema Aurora dalla critica letteraria, Daniela Sessa, mentre le letture sono state affidate all’attrice, Marilena Piu. Ad introdurre i lavori – dopo l’intonazione da parte del flautista Alessandro Grimaldi, della colonna sonora del film (firmata da Ennio e Andrea Morricone) – è stato il titolare del cinema Aurora, Nino Motta, il quale ha sottolineato la stretta connessione tra il suo locale e il capolavoro cinematografico “Nuovo Cinema Paradiso”. Intanto, perché il cinema Aurora, avendo compiuto 87 anni, è testimone privilegiato del vecchio modus di fare cinema non finalizzato all’intrattenimento effimero, ma improntato su una pregnante base narrativa e concettuale. Inoltre, nel 1943 il cinema Aurora fu espugnato dagli inglesi sbarcati in Sicilia che non solo lo trasformarono in bivacco, ma del legno delle sedie ne fecero alimento per il fuoco.
“Mio padre, – ha detto Nino Motta – non soltanto riuscì a recuperare il proiettore, ma fece ricostruire lo schermo con il materiale di un paracadute. Infine, così come in una sequenza di “Nuovo cinema paradiso” un posto della sala si tenne occupato con un mazzo di fiori in omaggio ad uno spettatore morto, nel nostro cinema riservavamo, in caso di proiezioni di western, una poltroncina ad uno spettatore amante di quel genere. Il libro, così come ha sottolineato Daniela Sessa, intende colmare l’assenza di 26 anni dalla scena di Totò Cascio e informare il pubblico sulle sorti di quel bambino prodigio che, scelto nel cast fra 300 bambini, non fu contento. La scuola era finita da poco e Totò – annoverato poi nella copertina di Sorrisi e canzoni assieme a due altri Totò, Cutugno e Schillaci – avrebbe preferito di gran lunga andare a giocare a calcio. Totò Cascio a quel tempo mai aveva messo piede in un cinematografo, visto che la sua città natale, Palazzo Adriano, in provincia di Corleone, ne era priva. Rispondendo alle domande di Daniela Sessa, Totò Cascio ha raccontato del bel rapporto con Marcello Mastroianni, Massimo Ranieri, Franco Nero, Adriano Celentano conosciuti in varie occasioni e altri set (“Diceria dell’untore”, “Stanno tutti bene”, “C’era un castello con 40 cani”, “A occhi aperti”). Totò Cascio, poi, nel ritenere Giuseppe Tornatore il suo maestro di vita, dopo suo padre, ha raccontato dell’iniziale fuga da sé stesso e dal Totò bambino, a seguito dell’avanzare della malattia, e del recente ritrovamento.
Il cinema è in crisi? – gli ha chiesto infine Daniela Sessa. <<Direi che sono in crisi soltanto le sale>> – ha risposto Totò Cascio.










