Nel corso della conferenza stampa di ieri le opposizioni hanno fatto fronte comune: “Il Sindaco ha sempre voluto essere solo al comando”
I consiglieri di opposizione Patrizia Arangio, Mariangela Musumeci e Diego Giarratana hanno convocato nel tardo pomeriggio di ieri una conferenza stampa per fare luce su quello che definiscono un “metodo di governo opaco”, mettendo nel mirino l’atteggiamento del primo cittadino.
Secondo i tre consiglieri, il presupposto su cui si sono basate le dichiarazioni del sindaco è errato, perché in aula sono state votati gli interventi ritenuti necessari e utili al Paese. Tutto partirebbe – secondo Patrizia Arangio – dall’accordo con la DC firmato dal leader di Identità Priolese, Alessandro Biamonte, che avrebbe rotto il fronte compatto delle opposizioni.
Si tratterebbe insomma di scuse per garantire il governo cittadino “a mani libere”, cosa ritenuta gravissima anche dal punto di vista della democrazia – come precisato da Mariangela Musumeci. Secondo Arangio in particolare, ci sarebbero in ballo anche sostanziosi interessi personali, oltre che – come ribadito da Giarratana – di natura politica, come i promessi posti in giunta.
“Se l’accusa è quella di aver controllato gli atti di questa amministrazione, allora sono colpevole” ha detto Patrizia Arangio.
“L’obiettivo del sindaco era farci fuori – ha ribadito Musumeci – perché vuole amministrare da solo. Ha creato tutte le condizioni per farlo, cominciando dall’attirare a sé il capo dell’opposizione.”
Di accordo politico chiaro ma disatteso ha infine parlato Diego Giarratana. “Abbiamo contribuito tutti alla vittoria di una difficile campagna elettorale, dopo aver sottoscritto un chiaro accordo elettorale che è stato completamente disatteso. Noi non siamo interessati alle poltrone, ma è evidente che ci sono ruoli in politica: la maggioranza dovrebbe dettare la linea politica e non l’opposizione, se succede il contrario è evidente che c’è qualcosa che non va.”
“Non si può governare senza una maggioranza: abbiamo provato ad attendere che il Sindaco la ricostruisse o, in alternativa, con grande umiltà, si dimettesse insieme ai consigliere, ma questo non è accaduto perché il palazzo comunale è ormai uno stipendificio” ha ribadito Giarratana.
In conclusione, i consiglieri hanno assicurato che il loro lavoro, anche se formalmente interrotto, non si fermerà certo adesso.








