La parrocchia di San Giuseppe ha scelto di rinunciare ai fuochi pirotecnici e alla banda musicale di devolvere i fondi alle famiglie colpite dalla calamità di Niscemi
Il modo più bello ed efficace per celebrare, la solidarietà. Quella solidarietà che appaga il corpo e l’anima. La comunità parrocchiale di San Giuseppe ha deciso che quest’anno i festeggiamenti in onore del santo patrono della Chiesa universale avranno un unico obiettivo: stare vicino alle famiglie di Niscemi, colpite dalla calamità naturale. Così non ci saranno fuochi d’artificio e non ci sarà la musica della banda. La parrocchia ha deciso che tutti i fondi saranno destinati alle famiglie bisognose del nisseno, colpite da una tragedia: un gesto concreto di vicinanza verso chi ha perso tutto. Un programma della festa esiste già e si sviluppa da domenica 15 marzo a domenica 22 marzo: un calendario fitto che alterna celebrazioni eucaristiche, momenti di preghiera e appuntamenti aperti all’intera cittadinanza.
Si comincia domenica 15 con la messa animata dai bambini del catechismo e la recita della coroncina in onore del santo. Nel pomeriggio la Compagnia teatrale amatoriale San Giuseppe porta in scena “Ti mariti, si o no?”, spettacolo che si terrà nell’oratorio parrocchiale. Lunedì 16 è dedicato ai nonni, mentre la sera è previsto un incontro aperto ai genitori dei bambini della catechesi sul tema della genitorialità nella società contemporanea, condotto dalla psicologa Claudia Murabito.
Il cuore della festa è giovedì 19 marzo, giorno del patrono. Al mattino la messa solenne con la tradizionale benedizione del pane, distribuito ai presenti e portato agli ammalati. Nel pomeriggio la processione esterna del simulacro che percorrerà le vie del centro — da via Di Pietro a via Torino, via Noto, via Mantova, via Micalef, via Plebiscito, via Caruso, via Palestro — accompagnata dai canti della Corale parrocchiale. La serata si chiuderà con un momento di fraternità: pizze fatte in casa dalle cuoche della parrocchia, dolci preparati dalle mamme del catechismo e zucchero filato per i più piccoli. A intrattenere la serata la band Cassiopea con Danny Fiorilla e Aurora Campisi, che propongono canzoni e musica dal vivo. E poi spazio al food, con la “ricotta caura” secondo la ricetta di Matteo Pelligra, i panini e gli arrosticini di agnello.
La festa si conclude domenica 22 marzo con la messa animata dai bambini, seguita da una giornata dedicata alle famiglie nell’oratorio: gonfiabili, giocolieri, mangiafuoco e altri artisti accompagneranno il pomeriggio. Alle 20.30 prenderà il via la tradizionale asta di San Giuseppe, con i doni raccolti e offerti dai fedeli benefattori.
«Un segno di maturità spirituale e di sensibilità – spiegano gli organizzatori – verso il momento storico che il mondo sta attraversando».










