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Priolo, “Lisistrata” di Aristofane: un articolato piano contro la guerra e la prorompenza di Arianna Vinci

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La commedia “Lisistrata” di Aristofane, grazie anche alla regia di Arianna Vinci, ha sbeffeggiato egregiamente la potenza maschile, ferendola nei suoi simboli di forza: la guerra e il sesso

La storia, nota ai più, ruota attorno a Lisistrata, astuta donna ateniese che, per far cessare la logorante guerra del Peloponneso, combattuta dal 431 al 404 a.C. tra Atene e Sparta a causa della forte rivalità tra le due città, convoca le donne provenienti da ogni parte della Grecia – Beozia, Tebe, Sparta – per coinvolgerle nel suo geniale piano.

“Mi sono studiata un affare”; “È grande e grosso?” chiede Calonice (Alessia Giardina), una delle poche donne che inizialmente aveva risposto all’appello. “Se fosse grande e grosso tutte le donne sarebbero già qui”. “Noi donne, impegnate in tempi di pace a sbatterci i mariti, a vegliare sempre sui nostri figli, se vogliamo far cessare la guerra dobbiamo rinunciare al c…”. Il prezzo è troppo alto, ma la proposta, dopo tanti mugugni, viene accolta e avallata da un solenne giuramento anche perché: “Noi subiamo la guerra due volte: non soltanto, infatti, mettiamo al mondo i figli, che poi partiranno per combattere, ma restiamo pure coi letti vuoti”.

L’articolato piano prevede anche l’occupazione da parte delle donne anziane dell’Acropoli, dove è custodito il tesoro della Lega Delio-Attica, finalizzato, tra l’altro, al finanziamento della guerra. E così, mentre l’astinenza morde le carni delle donne e innalza i membri degli uomini, Lisistrata scopre qualcuna in procinto di cadere in tentazione, mentre altre raggirano gli uomini, tendendo loro agguati di lusinghe.

Hanno fatto parte del cast dello spettacolo, svoltosi in piazza dell’Autonomia Comunale: Rossana Pecoraro (Mirrina), Lucia Scapati (Lampitò), Lucia Angelica (Stratillide), Martina Lucia Lombardo (Stratonice), Sabrina Natalini (Faleria), Rosario Lorefice (Filurgo), Giovanni Spatola (Dracete), Romea Saccente (Esperia), Simona Lentinello (Aura), Chiara Angelico (Driope), Francesca Franzò (Talia), Franco Caligiore (commissario), Tonino Mollica (Cinesia) e Antonio Iraci (Lisandro). Elena Savatta è stata direttrice artistica dello spettacolo, Anna Savatta la costumista, Francesco Vatti il tecnico audio e luci, Antonio Piva alle riprese video e foto, Romea Saccente assistente di scenografia.

Il prossimo appuntamento del Festival “LiberaMente”, la cui direzione artistica è di Deila Caruso, è fissato per il 9 agosto con “’O Scarfalietto” della compagnia “Nino Martoglio” di Solarino.

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