Il sindacato di Polizia Penitenziaria denuncia un cronico sovraffollamento con 750 detenuti a fronte di una capienza di 450 e chiede una ispezione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Un avvicendamento nelle posizioni apicali della Casa circondariale. La richiesta è della segreteria provinciale dell’Osapp, il sindacato della Polizia penitenziaria che dopo il caos di Cavadonna nelle ultime settimane ha fatto propria l’analisi (e anche l’istanza) del segretario generale del sindacato, Leo Beneduci.
Secondo il sindacato di Polizia Penitenziaria, i gravi fatti registrati nelle ultime settimane non possono essere considerati eventi isolati, ma vanno letti come indicatori di criticità sistemiche nella gestione del lavoro all’interno della struttura. Il segretario provinciale Giuseppe Argentino spiega le ragioni della presa di posizione: “Questa organizzazione sindacale documenta da mesi, attraverso dettagliati dossier inviati agli organi competenti, una pianificazione dei servizi che riteniamo non più rispondente alle attuali e gravose esigenze dell’istituto”.
Già in passato sono state avanzate proposte alla Direzione per un avvicendamento strategico del personale addetto all’organizzazione dei turni, richieste che secondo il sindacato avrebbero incontrato una posizione di rigida chiusura, impedendo l’instaurarsi di un dialogo bilaterale proficuo tra le parti.
A pesare sulla situazione è anche il dato relativo al sovraffollamento della struttura, che conta circa 750 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 450 unità. Una condizione di cronico sovraffollamento che, secondo l’Osapp, impone un intervento urgente e ispettivo da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per valutare le cause della reiterata instabilità dell’istituto siracusano.
Alla luce di queste difficoltà gestionali, Argentino ribadisce la posizione della segreteria provinciale sulla necessità di un cambio ai vertici: “Riteniamo indispensabile e non più rinviabile un avvicendamento nelle posizioni apicali della Direzione e del Comandante del reparto di Cavadonna, anche al fine di ripristinare la necessaria serenità lavorativa”. Il segretario provinciale sottolinea come le responsabilità di una gestione organizzativa ritenuta non ottimale non debbano ricadere sugli agenti che operano in prima linea, esposti quotidianamente a rischi professionali e personali che, a suo avviso, non possono gravare soltanto su chi presta servizio all’interno dell’istituto.
Il comunicato della segreteria provinciale richiama anche una precedente dichiarazione del segretario generale Osapp, Leo Beneduci, diffusa il giorno precedente in risposta alle parole del sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, che aveva invocato punizioni esemplari nei confronti dei detenuti responsabili di episodi di violenza. “Il detenuto che aggredisce, incendia o devasta viola la legge e deve risponderne, ma la legge non finisce davanti alla porta di una cella”, ha dichiarato Beneduci, ribadendo che la responsabilità non può funzionare soltanto verso il basso, rimanendo severa con gli agenti e improvvisamente evanescente quando si arriva ai livelli dirigenziali più alti dell’amministrazione penitenziaria.
Il segretario generale ha aggiunto che, qualora vengano accertate inosservanza delle regole, inerzia o incapacità gestionale, queste devono produrre conseguenze anche ai vertici, chiedendo al sottosegretario Balboni di pretendere responsabilità esemplari da chi è chiamato a governare le carceri a ogni livello, non soltanto dai detenuti coinvolti negli episodi di violenza.









