La Regione ha messo a disposizione oltre 5.300 posti aggiuntivi sui treni e più di cento pullman per portare a Catania i passeggeri dei voli dirottati su Comiso, Trapani e Palermo
La chiusura dell’aeroporto di Catania per l’attività dell’Etna, che ha sospeso lo scalo fino alla mezzanotte di oggi, ha portato a nuove richieste rivolte a Sac, Regione e Governo nazionale.
Il primo riscontro si è avuto: la Regione ha organizzato i trasferimenti dei passeggeri dei voli dirottati su Comiso, Trapani e Palermo verso Catania.
La senatrice Daniela Ternullo, vicecapogruppo di Forza Italia al Senato, racconta di aver visto in mattinata persone «bloccate, disorientate, senza sapere cosa fare e dove andare». La senatrice ha chiesto che Sac, Enac e le autorità competenti si coordinino subito per rendere pubblico un piano di gestione delle emergenze legate all’attività vulcanica, con chiarezza su monitoraggio, comunicazione ai passeggeri e responsabilità operative in caso di chiusura.
Il deputato nazionale Anthony Barbagallo, segretario del Pd Sicilia e capogruppo del partito in commissione Trasporti alla Camera, parla di disagi che durano da tre giorni: voli cancellati, prenotazioni perse, viaggiatori senza riferimenti. Ricorda che una settimana fa il governo, rispondendo a un’interpellanza urgente, aveva assicurato iniziative sui piani operativi e sul coordinamento, e sostiene che nulla sia cambiato. A suo avviso le compagnie aeree non rispettano il regolamento europeo che le obbliga a farsi carico dei passeggeri quando l’aeroporto di arrivo o di partenza viene cambiato, e a Comiso l’assistenza sarebbe insufficiente, con persone in attesa fino a quaranta minuti a bordo prima dell’arrivo dei pullman.
Sul ruolo di Comiso intervengono anche Ninetta Siragusa e Giovanni D’Avola, segretari regionali della Uil Sicilia Area Vasta con delega a Siracusa e Ragusa. «Comiso deve diventare il secondo pilastro aeroportuale della Sicilia orientale, non una soluzione residuale da utilizzare soltanto nei momenti di emergenza», dichiarano. I due dirigenti chiedono di rafforzare i collegamenti stradali e ferroviari verso lo scalo ragusano, richiamando la Ragusana nel tratto da Lentini, ancora cantiere aperto, e la recente chiusura per lavori della linea ferroviaria Siracusa-Catania.
Toni ancora più netti dal presidente del Mec, Claudio Melchiorre, che ricorda come poche settimane fa l’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Aricò, l’amministratore delegato di Sac Nico Torrisi e la presidente del consiglio di amministrazione avessero annunciato un piano cenere da attivare a ogni ripresa eruttiva. «L’incapacità è ragione più che sufficiente per le dimissioni», afferma Melchiorre, che annuncia di voler chiedere a forze politiche e sociali di unirsi alla richiesta di dimissioni del consiglio di amministrazione di Sac e dell’assessore regionale.
Intanto il governo Schifani sta cercando di salvare il salvabile. Anche se c’è poco da salvare. La Regione ha preso atto che alcuni vettori non hanno provveduto direttamente a portare i propri clienti a destinazione e si è assunto questo compito, che si aggiunge a quanto già fatto dalle compagnie aeree. In collaborazione con Trenitalia l’offerta ferroviaria è stata aumentata di 1.814 posti sabato 26 settembre, pari al 58 per cento in più, di 800 posti domenica 27, con un incremento del 44 per cento, e di 2.719 posti lunedì 28, cioè l’86 per cento in più. In tutto sono oltre 5.300 posti aggiuntivi, con una crescita media dell’offerta di circa il 63 per cento. A questi si affianca il servizio su strada, con più di cento pullman da 50 a 80 posti.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, sostiene che la presenza di viaggiatori negli scali sia dipesa soprattutto dai ritardi accumulati dai vettori nelle partenze e non da una mancata organizzazione dei trasferimenti a terra. «I passeggeri sono stati presi in carico e trasferiti immediatamente, compatibilmente con gli orari di arrivo e partenza dei voli», dichiara Aricò, aggiungendo che la Regione è intervenuta con risorse, mezzi e personale per assicurare il collegamento con Catania.










