Nota congiunta di Franco Nardi e Antonio Recano sul futuro del polo di Priolo. Chieste garanzie vincolanti su occupazione, indotto, sicurezza e un piano industriale trasparente
La notizia dell’acquisizione della raffineria ISAB di Priolo da parte di Ludoil Energy continua a tenere alta la tensione nel tessuto produttivo e sociale siracusano. In un contesto che interessa uno dei poli industriali più strategici del Paese, l’imperativo categorico che si leva dal territorio è chiaro: nessuna operazione societaria può avvenire sulla pelle dei lavoratori.
A ribadirlo con forza, attraverso una nota congiunta, sono Franco Nardi, Segretario Generale della CGIL di Siracusa, e Antonio Recano, Segretario Generale della FIOM di Siracusa. Per i due esponenti sindacali, il sito ISAB di Priolo Gargallo rappresenta un asset fondamentale non solo per l’occupazione e il sistema produttivo locale, ma per l’intera sicurezza energetica nazionale.
Per i vertici di CGIL e FIOM è indispensabile che ogni passaggio societario sia accompagnato da una piena trasparenza industriale. Servono garanzie vincolanti su occupazione, salari, appalti, sicurezza e continuità produttiva, passando per un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e con il territorio.
La priorità assoluta, sottolineano Nardi e Recano, deve restare la tutela ambientale e sanitaria, accompagnata dalla difesa dei lavoratori diretti e dell’indotto (il vero baricentro occupazionale del sito). L’obiettivo è evitare qualsiasi ipotesi di ridimensionamento o lo scaricamento dei costi della transizione industriale sulle spalle delle tutele lavorative.
Le recenti dichiarazioni relative agli investimenti nei biocarburanti avanzati, nella riconversione energetica e nello sviluppo di produzioni a minore impatto ambientale sono accolte con attenzione dai sindacati, ma richiedono fatti concreti.
Queste enunciazioni di principio devono tradursi in un piano industriale reale, verificabile e sostenibile, dotato di:
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Tempi certi di attuazione.
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Risorse finanziarie definite.
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Impegni vincolanti sul mantenimento dei livelli occupazionali.
“La transizione energetica può essere sostenibile solo se è anche socialmente giusta: servono investimenti, formazione, sicurezza sul lavoro, innovazione tecnologica e continuità produttiva”, si legge nella nota, ribadendo che un sito di tale importanza non può essere abbandonato alle sole logiche di mercato.
L’appello finale di CGIL e FIOM è rivolto a Roma. È necessario che il Governo eserciti pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo su questa infrastruttura strategica, garantendo:
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Un vero piano industriale per tutto il petrolchimico.
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La continuità produttiva e la salvaguardia occupazionale.
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La tutela ambientale e sanitaria del territorio.
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La solidità industriale e finanziaria del progetto.
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Il coinvolgimento costante delle parti sociali in tutte le fasi dell’operazione.
Il caso Priolo, ricordano Nardi e Recano, non è solo una trattativa societaria su una raffineria siciliana. Esso rappresenta un caso emblematico: qui si concentrano tutti i nodi e i conflitti industriali che l’Italia dovrà affrontare nei prossimi anni. “La politica, il Governo e il sistema delle imprese – concludono i Segretari Generali – devono seriamente affrontare il tema più ampio di quale industria l’Italia vuole avere nel post-fossile”.








