[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Donatella Lo Giudice e Salvatore Piccione, coordinatori cittadini di Italia Viva”][vc_column_text]Anche questo anno, come ogni anno, con il cominciare delle piogge abbondanti, ci ritroviamo a contare i danni ed a lamentare il pessimo stato dei canali di acque bianche della città. Passato il periodo autunnale, però, passa la paura e tutto ricade nell’oblio, almeno sino alla successiva stagione autunnale.
“L’attuale amministrazione – affermano i coordinatori – quella che non si preoccupa di effettuare la pulizia dei canali esistenti, ci tiene a sottolineare che a Siracusa le condotte fognarie di acque bianche e nere sono sottodimensionate rispetto alle necessità della città; che le opere necessarie alla mitigazione del rischio idrogeologico comportano spese enormi e insostenibili per il Comune e che comunque la competenza per la realizzazione di tali opere ricade in capo ad altri enti.
Quel che più di tutto ci stupisce, però, è scoprire che non è stato rispettato il termine del marzo 2020 per la presentazione dei progetti inseriti nel piano finanziario dell’Agenda Urbana relativi proprio agli interventi di miglioramento della capacità di deflusso dei canali di scolo delle acque meteoriche per la riduzione del rischio idraulico (Azione 5.1.1).”
“Nell’ambito di questi interventi, infatti, nel 2017 l’amministrazione Garozzo aveva inserito proprio la realizzazione di opere di regimentazione delle acque del canale Grimaldi, che in contrada Fusco riceve le acque provenienti da Epipoli tramite il grande canale di gronda realizzato a monte dalla Provincia di Siracusa.
Con evidenza si tratta di un’opera dall’immenso valore strategico per la città, perché capace di eliminare definitivamente l’inaccettabile situazione di allagamento che colpisce continuamente il quartiere Epipoli. Un’opera di cui era già stata affidata la progettazione nel 2017, ma di cui ora non vi è più traccia, tant’è che non è stata inserita nella linea di finanziamento di 2,5 milioni di euro.”
“Un’occasione perduta di cui non possiamo quindi non domandarci il perché e soprattutto quale sia l’alternativa prevista dall’attuale amministrazione per la risoluzione del problema. Il PNRR, per esempio, prevede oltre 400 milioni di euro, come prima trance di finanziamento, da investire entro il 31/12/2023 proprio per il servizio idrico: dalla depurazione, alla sostituzione di condotte ed al loro ampliamento.
Le opere andrebbero eseguite dalle ATI (Assemblea Territoriale Idrica), ambiti territoriali composti da tutti i Comuni della provincia Siracusa, che, come al solito, nel loro funzionamento sono in notevole ritardo.
Il Legislatore però ha previsto anche questo, dando la possibilità ai singoli Comuni di delegare al concessionario (nel nostro caso SIAM) la possibilità di attingere a tali fondi concordando con i Comuni stessi gli interventi da eseguire. Le opere da realizzare a Siracusa potrebbero essere tantissime nelle zone più disparate, ma accomunate da gravi problematiche: Epipoli, Fanusa, Tivoli, Borgata.
L’ amministrazione come intende operare in proposito? Speriamo caldamente che abbia un piano di azione preciso e che non perda il treno del PNRR come ha perso quello di Agenda Urbana…”
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