Aggiornato al 17/03/2026 - 11:14
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Lentini, La fine dell’era Lo Faro, Marchese: “Un sindaco scollegato dalla realtà”

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Il consiglio comunale ha approvato la mozione con undici voti su sedici. Polemiche sulla mancata elezione del presidente dopo le dimissioni di Vinci.

Buona la seconda. Rosario Lo Faro non è più il sindaco di Lentini, dopo l’approvazione della mozione di sfiducia di ieri sera, la seconda arrivata in aula nel giro di un mese.

E’ riuscito nell’impresa, in 4 anni, di mettere assieme Centrodestra e Centrosinistra: ad approvare la mozione per interrompere il suo mandato sono stati Forza Italia, Fratelli d’Italia, Grande Sicilia, Partito Democratico, Movimento 5 stelle, Sinistra Futura. Sul carro della sfiducia sono saliti proprio tutti: i consiglieri di Grande Sicilia – reduci dalla défaillance della prima mozione non andata a buon fine – compreso l’ex presidente del consiglio Alessandro Vinci.

Per la cronaca gli 11 voti favorevoli sono stati di Rossella Consiglio (Fratelli d’Italia), Diletta Pericone e Davide Marchese (Forza Italia), Giuseppe Vasta (Grande Sicilia), Silvana Bosco Santocono (Grande Sicilia), Francesca Reale (Grande Sicilia), Maria Cunsololo (Movimento 5 stelle), Ciro Greco (Partito Democratico), Luigi Campisi (L’altra Lentini), Antonino Landro (Sinistra Futura) e, appunto, Vinci. Nella seduta, durata un paio d’ore, assenti gli ex autonomisti Gianmarco Di Grande e Carlo Vasile, mentre a votare “No” Efrem Sanzaro, Agata Magnano e Maria Rita Culici.

«Un sindaco che andava sfiduciato prima – ha commentato Davide Marchese, consigliere comunale uscente di Forza Italia – scollegato dalla realtà assieme a tutta la sua amministrazione e, quindi, dalla volontà popolare». Per Marchese, oltre all’aspetto politico, c’è anche quello amministrativo. «Una valanga di errori – ha proseguito l’ex consigliere forzista – tra cui la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2024, che ha paralizzato le casse comunali e la tesoreria comunale che non ha concesso l’anticipazione di cassa. E poi stipendi non pagati ai dipendi comunali, mancati pagamenti alla ditta che gestisce i rifiuti in città e alla piattaforma dei conferimenti».

Lo Faro, eletto con i partiti del Centrosinistra, durante una crisi della sua maggioranza, nel 2023, si è fatto sedurre dall’idea autonomista dell’attuale Grande Sicilia, senza riuscire a tenere al proprio fianco né i consiglieri e men che meno gli esponenti del partito di Lombardo, Lagalla e Miccichè.

Il gruppo di Mpa Grande Sicilia, infatti, a febbraio ha presentato la prima mozione di sfiducia, non approvata proprio per le defezioni di alcuni autonomisti – successivamente espulsi – tra cui quella del presidente del consiglio Vinci. Lo stesso Vinci dopo il voto contrario durante il consiglio della prima mozione è stato allontanato dal partito e si è dimesso dalla carica. La seduta di ieri, a cui i consiglieri sono arrivati con la tensione dell’atto intimidatorio nei confronti del consigliere Vasta (una cartuccia di fucile è stata fatta ritrovare nella sua auto), è stata presieduta dal vice, Luigi Campisi. Proprio questo è stato uno dei motivi della contestazione del sindaco Lo Faro durante la seduta in cui ha terminato il proprio mandato, ed è probabile che faccia parte delle motivazioni di un eventuale ricorso al Tar dell’oramai ex sindaco.

Ma non c’è il tempo di meditare su quanto accaduto, poiché Lentini andrà al voto nella prossima tornata elettorale (24 e 25 maggio). E i partiti stanno già scaldando i motori alla ricerca della quadra per affrontare nuove elezioni. Il Centrosinistra sembra un po’ più avanti, con Pd, Sinistra Futura e Movimento 5 Stelle che hanno già avviato un dialogo.

«Si conclude questa ambigua e fallimentare stagione politica per la nostra città – ha dichiarato Claudia Saccà, segretaria del Pd – con l’approvazione della mozione di sfiducia, si restituisce finalmente la parola ai cittadini e alle cittadine, che ora potranno giudicare con gli strumenti della democrazia. È il momento di guardare avanti. Andiamo al voto».

Il Centrodestra, che conta Forza Italia, Fratelli d’Italia, Grande Sicilia e il movimento civico “Insieme in Movimento”, è ancora fermo. «I partiti del Centrodestra – ha concluso Marchese – devono tirare le somme e capire cosa vogliono fare. Serve aprire un dialogo per lanciare un progetto solido e credibile».

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