Chi otterrà la concessione dovrà garantire l’apertura continuativa al pubblico per l’intera durata dell’anno, con aperture assicurate almeno nei due terzi dei giorni festivi, domeniche comprese, e nelle principali ricorrenze del calendario. Sarà inoltre tenuto a organizzare visite guidate con guide multilingua, a promuovere eventi culturali compatibili con la tutela del bene e a coprire le spese ordinarie di gestione, incluse le utenze, il personale di sorveglianza diurna e notturna e la manutenzione ordinaria dell’immobile.

Sul fronte economico, il canone annuale è fissato in mille euro, ma il concessionario dovrà sostenere una serie di obblighi assicurativi: una polizza fideiussoria da 25 mila euro per l’immobile, una copertura sui reperti archeologici esposti al suo interno a tutela da furto, incendio e danni diversi, e una polizza di responsabilità civile verso terzi con massimale di un milione di euro. La durata della concessione è di tre anni.

La Soprintendenza manterrà la supervisione su ogni attività organizzata all’interno della Chiesetta: qualsiasi evento o iniziativa dovrà essere preventivamente autorizzato, e i reperti archeologici presenti non potranno essere spostati dall’allestimento originale. L’ente si riserva anche la facoltà di effettuare controlli in qualsiasi momento e di organizzare, in accordo con il gestore, eventi straordinari all’interno del monumento.

Le proposte saranno valutate da una commissione appositamente designata, che assegnerà un punteggio massimo di dieci punti distribuiti tra la qualità del progetto presentato, il profilo e la storia del soggetto proponente e la sua capacità di sostenibilità finanziaria. La graduatoria sarà redatta entro venti giorni dalla scadenza del termine di presentazione.