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Pachino, La lottizzazione delle polemiche in consiglio, Blundo: “Nessun esproprio, ma non è edificabile”

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La vicenda dell’area situata a Marzamemi, vicino alle latomie, arriverà in aula martedì 24 febbraio

La vicenda non è poi così complessa: c’è un privato che ha comprato anni fa una fetta di terreno sul mare – 120 metri quadri a ridosso della grande latomia di Marzamemi -, un terreno censito da Piano regolatore come verde pubblico attrezzato, che vorrebbe costruire una palazzina a 3 piani. La conferenza dei servizi messa in piedi per rilasciare un parere – tenendo presente che il Prg è scaduto da 40 anni – ha confermato l’area Verde pubblico attrezzato. In sostanza, c’è un vincolo di inedificabilità. Comunque, la proposta di variante parziale al Prg arriverà martedì 24 febbraio nell’aula consiliare di via XXV Luglio, e sarà sottoposta al voto dei consiglieri comunali.
Nel frattempo, però, non sono mancate le polemiche. E a scatenarle è stato il proprietario, che ha puntato il dito contro il sindaco, Giuseppe Gambuzza, l’amministrazione e il movimento Rinascita, accusando di essere danneggiato immotivatamente.
In attesa di una seduta consiliare che si preannuncia movimentata, questi sono i fatti: l’area per il Prg scaduto era “spazio pubblico attrezzato destinato a verde pubblico”, in cui vige l’inedificabilità. Nonostante il Prg fosse scaduto, le cosiddette zone “bianche” mantengono i vincoli. Inoltre un ulteriore vincolo è dettato dal Piano paesaggistico regionale del 2017. Nel 2024 il commissario straordinario del Comune, Giovanni Cocco, rigettò l’ istanza di permesso a costruire attribuendo all’area in questione la destinazione urbanistica originaria di “spazio pubblico attrezzato destinato a verde pubblico”. Tutto ciò a seguito di ricorso al Tar, in cui la giustizia amministrativa aveva dato parzialmente ragione al privato, solo nel caso della mancata “ritipizzazione” dell’area. Ma la proposta di delibera del commissario ha fugato ogni dubbio sul destino di quell’angolo di Marzamemi. 
L’assessore Salvatore Blundo

Un passaggio successivo è stata la conferenza dei servizi, che ha messo assieme tutti gli enti pubblici interessati per ric

ostruire la vicenda dei vincoli e della destinazione e far luce sulla possibilità di inedificabilità. A dicembre 2025, la conferenza si è chiusa con l’individuazione della area in questione come verde pubblico attrezzato. 

«La vicenda – ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica, Salvatore Blundo – è di una linearità unica: niente sotterfugi, niente amministrazione cattiva o contraria a prescindere. Ci troviamo in una zona che è sempre stata verde pubblico attrezzato, attaccata al mare e prospiciente alle latomie di Marzamemi. Per noi resta inedificabile. Mi spiace solo che per un interesse esclusivamente privato, si possa attaccare ingiustamente il sindaco Gambuzza, l’intera amministrazione e il movimento Rinascita».
Riguardo alla paventata ipotesi di esproprio lanciata dal proprietario dell’immobile, Blundo ha assicurato che «l’amministrazione comunale – ha sottolineato l’assessore – non ha alcuna intenzione di espropriare il terreno. E’ una falsità messa in circolazione da qualcuno per fare esasperare la vicenda».

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