Parco Archeologico. Successo di pubblico e critica per “Il Mito di Aretusa” di Guglielmo Ferro. Il regista, “Torneremo”.

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Marilena Toscano”][vc_column_text]Più di ottomila presenze per “il Mito di Aretusa”, lo spettacolo itinerante iniziato lo scorso 7 luglio e che si è concluso lo scorso 28 agosto al Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai. Tra la grotta dei Cordari – chiusa al pubblico da 38 anni – e l’Orecchio di Dionisio, lo spettacolo di luci e la rappresentazione teatrale curata dalla Compagnìa di Guglielmo Ferro, hanno attratto un pubblico che è accorso numerosissimo ad assistere ad una performance del tutto inedita per questi luoghi.

“Il successo che abbiamo ottenuto – ha commentato a fine stagione Guglielmo Ferro – ha superato ogni più rosea previsione. I risultati ci hanno spinto a pensare ad una possibile riprogrammazione per il prossimo anno. Abbiamo finito le repliche non riuscendo a soddisfare la grande richiesta: un successo reso possibile grazie alla collaborazione con il direttore del Parco, Carlo Staffile  e la Momento srl che ne ha curato il progetto”.

Grotta dei Cordari, Grotta del Salnitro e Orecchio di Dionisio, sono stati i luoghi per questo spettacolo itinerante con animazioni 3D, prodotti dalla “Giochi di luce” di Michele Duchi, un’azienda internazionale che ha curato l’apertura delle Olimpiadi di Torino nel 2016 e altre manifestazioni di importanza mondiale.

Lo spettacolo, con la regia di Guglielmo Ferro, ha incantato anche i più piccoli per il fascino prodotto da giochi di luce che hanno trasformato le grotte, già immense nella loro magnificenza, in luoghi magici dove anche la fantasia dei bambini ha trovato spazio. Dalle rocce sono nati fiori e piante multicolori e cascate d’acqua sorgiva dove il mito di Aretusa è diventato realtà.  Miracoli della tecnologia, e di una professionalità che oggi supera i confini tradizionali e regala emozioni.  Non solo immagini, ma anche la storia ha fatto la sua parte: così il mito è stato raccontato dagli stessi “protagonisti”, in scena nel loro habitat naturale. Tre attori e una danzatrice, Francesca Ferro, Nadia De Luca,Mario Opinato, Rosario Marco Amato, Rosario Minardi e Gianpaolo Romania.

Guglielmo Ferro è già impegnato nei suoi prossimi progetti con la regia di “Il malato immaginario” di Molière, con Emilio Solfrizzi che debutterà in anteprima al Festival di Capri,  e “L’Ispettore generale” di Nikolaj Gogol per ABC Produzioni in tournee nazionale.

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