siracusapress.it
Esposto

Omicidio Sara Campanella, processo chiuso ma denunciata per favoreggiamento la madre di Argentino

siracusapress.it

condividi news

Presentato un esposto-denuncia per favoreggiamento e concorso morale. Gli avvocati della famiglia Campanella depositano chat e telefonate: “La madre era a conoscenza dei rischi”

Si è chiuso oggi, con la formula della “morte del reo”, il processo per l’omicidio di Sara Campanella a Messina. Ma mentre la giustizia archivia il procedimento contro il suo assassino, Stefano Argentino (suicida in carcere il 6 agosto scorso), la famiglia della vittima apre un nuovo fronte, presentando un esposto-denuncia per fare luce su eventuali complicità.

Nel mirino dei genitori di Sara sono finiti i genitori del 27enne reo confesso, e in particolare la madre, Daniela Santoro. L’accusa è pesantissima: aver agevolato o coperto, in qualche modo, il piano criminale del figlio.

L’esposto: le accuse di favoreggiamento e concorso morale

L’esposto, presentato questa mattina, ipotizza i reati di favoreggiamento personale e concorso morale. Secondo i legali della famiglia Campanella — Cettina La Torre, Filippo Barbera e Riccardo Meandro — la madre di Argentino non solo era a conoscenza dello “stato d’animo patologico” e dell’ossessione che il figlio nutriva per Sara, ma potrebbe aver avuto un ruolo attivo dopo il delitto.

A sostegno della denuncia, gli avvocati hanno depositato una vasta mole di chat, messaggi e registrazioni telefoniche. Da queste conversazioni emergerebbe:

  • La piena consapevolezza della madre riguardo all’ossessione del figlio per Sara prima del femminicidio.
  • Un presunto comportamento, in telefonate avvenute subito dopo l’omicidio, che potrebbe aver ostacolato le indagini.

I legali precisano che non si tratta di un tentativo di vendetta, ma di una richiesta di accertamento di responsabilità basata su elementi concreti.

Processo chiuso, ma non la ricerca della verità

Stamattina, la presidente della Corte d’Assise, Maria Eugenia Grimaldi, ha formalmente aperto e chiuso il procedimento penale contro Stefano Argentino, estinguendo il reato per la sua morte. Una conclusione processuale che, però, non ha spento il bisogno di verità dei familiari di Sara.

Durante una conferenza stampa, i genitori della ragazza hanno ribadito la necessità di continuare a scavare per ottenere una giustizia completa.

La ricostruzione del femminicidio

Sara Campanella, 22 anni, studentessa originaria di Misilmeri, fu uccisa a coltellate il 31 marzo scorso nei pressi del Policlinico di Messina, dove aveva appena finito di seguire una lezione. A colpirla mortalmente fu Stefano Argentino, un collega di università che aveva sviluppato una forte ossessione nei suoi confronti.

Dopo il delitto, Argentino fuggì verso Noto, dove fu arrestato la sera stessa. L’arma del delitto, un coltello, non è mai stata ritrovata.

Primo Piano

POLIZIA DI STATO

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni