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Fratelli d’Italia Siracusa propone di intitolare una via a Sergio Ramelli

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Mozione presentata in Consiglio Comunale: “Un dovere morale verso la memoria, la libertà e la condanna della violenza”

Il Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Siracusa, Paolo Romano, ha annunciato la presentazione di una mozione al Consiglio Comunale per chiedere l’intitolazione di una via o di un bene comunale a Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 all’età di 18 anni da un commando di estrema sinistra.

La proposta, si legge nel comunicato ufficiale, si fonda sulla volontà di onorare la memoria di una giovane vita spezzata per motivi politici, sottolineando l’importanza del rifiuto della violenza e del rispetto della libertà di pensiero.

“La nostra iniziativa non ha uno spirito divisivo, né tantomeno provocatorio: nasce, al contrario, dalla ferma volontà di promuovere una memoria condivisa che abbia come fondamento la condanna della violenza politica e il rispetto della libertà di pensiero”.

Secondo quanto riportato nella nota, a distanza di cinquant’anni dai fatti, il gruppo locale di Fratelli d’Italia ritiene che anche la città di Siracusa debba riconoscere e onorare la figura di Sergio Ramelli.

“Non si tratta di riscrivere la storia, ma di leggerla con onestà, maturità e spirito democratico”.

Romano sottolinea inoltre la valenza educativa dell’iniziativa nei confronti delle nuove generazioni:

“Riteniamo fondamentale offrire ai giovani siracusani esempi autentici di impegno civile e, soprattutto, ribadire che la violenza non può mai essere uno strumento del confronto politico”.

Il comunicato evidenzia anche una riflessione sulla memoria collettiva:

“Purtroppo, ancora oggi, si assiste a retaggi ideologici che impediscono di condannare senza ambiguità ciò che accadde. Di fronte alla morte, alla brutalità e alla negazione della libertà, non devono esserci più tentennamenti né giustificazioni”.

Conclude Romano:

“Intitolare una via a Sergio Ramelli significa restituire alla nostra città un atto di giustizia morale e civile, e fare un passo verso quella memoria riconciliata che serve a costruire una società più libera, consapevole e democratica”.

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