Siracusa, Baio: nel Pd inciuci di bassa politica per resistere al Vermexio

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 Baio:”Si delineano i contorni di un ventre molle che nel Pd briga per inciuci di bassa politica ammantati di ecumenici propositi di allestire un centrosinistra extralarge”

Sono giorni intensi per il Partito Democratico di Siracusa, che per buona parte dei suoi rappresentanti più autorevoli, non si riconosce affatto nelle dichiarazioni del Presidente pro tempore, Paolo Amenta, secondo cui il partito democratico potrebbe sostenere Francesco Italia, quale candidato di un campo progressista allargato. Le reazioni sono state pressochè immediate: Il Pd a sostegno del sindaco Italia, scoppia la bufera dopo le dichiarazioni di Amenta: Marziano e Baio chiedono dimissioni ma a rincarare la dose ci hanno pensato, Marica Cirone Di Marco, che accusa Amenta “di aver lanciato la sua proposta di alleanza dei Democratici con il Quarto /Quinto polocalpestando decisioni assunte collegialmente dalla Direzione cittadina nel rispetto dell’autonomia riconosciutale dallo Statuto del Partito.” e Bruno Marziano, che intervistato da SiracusaPress, sostiene: Il sindaco Italia con il centrosinistra? A una condizione: che non sia lui il candidato

Proprio in quel campo progressista, tutto eventualmente da ricostruire, arriva la stoccata di Paolo Ficara, esponente del M5s che contrastando la linea assunta sui migranti dal sindaco Italia, dichiara:” il Pd che parla di campo progressista dopo averlo distrutto a Roma ed a Palermo, a chi esattamente guarda?”

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Sembrerebbe finita quì la straripante reazione alle dichiarazioni del Presidente Amenta, se non fosse per l’ortodosso del partito, Salvo Baio, che aggiunge il suo contributo alla causa,  tracciandone e commentando l’antefatto:

“Se questo è il PD”

“Supponiamo che il signore del Vermexio, sentendosi franare il terreno sotto i piedi, abbia chiamato a raccolta i propri assessori per fargli più o meno questo discorsetto:”Amici miei, datevi da fare per allargare il consenso alla mia candidatura o vi devo sostituire.

Ed ecco che uno zelante assessore, capìta l’antifona e temendo di perdere il posto in giunta, si attiva per convincere un pezzo del Pd ad appoggiare Francesco Italia alle prossime elezioni amministrative. Supponiamo ancora che questo zelante assessore si sia rivolto ad un esponente di rango del Pd, che a sua volta si sia rivolto al presidente dell’Assemblea provinciale dei Dem, il quale, anche in vista delle elezioni per la presidenza dell’Anci, come maligna Peppe Patti, abbia colto la palla al balzo per fare un’apertura di credito elettorale all’attuale sindaco di Siracusa.

Se immaginiamo, oltre al nome di Paolo Amenta, quello degli altri due personaggi, ecco che si delineano i contorni di un ventre molle che nel Pd briga per inciuci di bassa politica ammantati di ecumenici propositi di allestire un centrosinistra extralarge che comprendenderebbe il Pd, i Cinque Stelle, Italia viva, Lealtà e Condivisione, il quarto e quinto polo, una serie infinita di liste civiche per sostenere l’attuale inquilino del Vermexio e per strizzare, assieme a lui, l’occhio a Giorgia Meloni e Matteo Salvini sui migranti e sul loro “carico residuo”.

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