“La malata immaginaria” – commedia di Carlo Goldoni – portata in scena al teatro comunale di Priolo, con l’adattamento e la regia di Deila Caruso, della compagnia teatrale SeSto SenSo, ripercorre l’ilare e sotterranea accusa contro il falso uso e l’abuso della medicina, rivelando, con qualche incursione nel dialetto siciliano, la scissione della realtà in apparenza e sostanza e di un amore che devia verso l’ipocondria
Al centro dell’opera che, presentata da Stefano Ermellino, ha fatto registrare il tutto esaurito ad un mese e mezzo dalla sua messa in scena, vi è il male oscuro di Rosaura (Emma Amodeo) che, pur di incontrare il suo amato medico, il dott. Onesti (Salvo Di Natale) finge di rifiutare il cibo e di accusare problemi respiratori. Stanco della mancanza di miglioramenti, il padre di Rosaura, il ricco Pantalone (Vito Politi), convoca un folto stuolo di medici, assai bizzarri, interessati soltanto al denaro (una speziale visionaria chiamata Zibaldona, impersonata da Remigia Abela; il dott. Speranzon, Marcello Tringali; il dott. Bonatesta, Paolo Migneco).
Costoro, dunque, fanno girare Rosaura due volte, per poi soffermarsi sul suo sedere che è proprio un bel vedere; le misurano la pressione sanguigna senza tastarle il polso – come si usava allora – ma poggiandovi l’orecchio, senza provare alcun rimorso; la guardano negli occhi, constatando la presenza delle due cavità orbitali e di un colorito pallido, oh, Dio, come i morti; e le sollevano il braccio, ma la puzza di ascelle provoca un notevole disgusto e risate nel pubblico a crepapelle. Va da sé che la somministrazione di intrugli in teoria portentosi e che fa il paio con tanto salutare riposo, nonché l’organizzazione del matrimonio con un pretendente, non servono ad un bel niente. Rosaura confida la ragione della sua amarezza, ossia l’amore verso il dott. Onesti (Salvo Di Natale), all’amica Beatrice (Maria Cannella) e alla serva, Colombina (Carmela Costa) che le perdona la stranezza. La commedia, che fedele alle tradizioni, ha un finale lieto, è stata accompagnata da pezzi di musica classica con ritmo andante, nonché da altra rievocativa della Sicilia, come “Amuri amuri” (di Antonio Londino) cantata dalla soprano Carmela Costa, accompagnata dal maestro di chitarra classica, Peppe Magnano. Hanno recitato anche gli attori: Lucia Rendis (Lucilla), Rosa Rosella (Agapita), Romina Scimonelli (Fabrizia), Nellina Piccolo (Diamante), Mariella Neri (Terenzia), Paolo Costa (Lelio).










