Nella commedia in tre atti “Dove manca, Dio provvede”, per la regia di Giuseppe Firrincieli, portata in scena a Priolo, la rinviata celebrazione di un matrimonio diventa vocazione
Lo spettacolo della compagnia “San Paolo” di Gravina di Catania è inserito nel cartellone del secondo festival del teatro amatoriale “LiberAmente” – direzione artistica di Deila Caruso –, in svolgimento in piazza dell’Autonomia Comunale, e prende le mosse da una “pausa di riflessione” di un certo Alfredo, assai evocato in scena, ma mai mostrato.
Una sospensione che – a un mese dalla celebrazione del matrimonio con Rosetta, la quale piange a dirotto – suscita una ridda di illazioni e ripercussioni sull’intero nucleo familiare. “Chistu è masculu ca nun servi” è il giudizio senza appello della mamma, Margherita; “È mammulinu” lo giustifica Rosetta; “Il ragazzo non è completo” sentenzia Agatina, zia paterna.
E, naturalmente, bedda matri santissima, oltre ai risvolti sentimentali ci sono quelli economici, soldi “impignati” per il locale e per le bomboniere – che comunque, macari senza il bigliettino con la data, si possono dare a chi già portò ‘u rialu –, pensa Santo, il padre della ragazza. Tonino, il fratello di Rosetta, certo vorrebbe dire la sua; i genitori però hanno il culto di Rosetta, per lui non c’è mai tempo né spazio: povero figghiu, che strazio!
Quelli che avrebbero dovuto essere i futuri consuoceri, compare Ciccio e comare Cettina, non si capacitano del colpo di testa del figlio: gatta ci cova, un altro amore o una malanova. E vanno a trovare i genitori di Rosetta per dire loro che su questo dilemma ci stanno perdendo la testa. Ma una parola – si sa – tira l’altra e poco ci vuole che qualche tumpulata rimbalzi. E siccome le vie del Signore sono infinite, e Gesù vede, sente, anche se non dice, su qualcuno scenderà la Provvidenza, in modo che del marito o dell’amore di Dio non patisca l’assenza.
Fanno parte del cast: Andrea Farinella, Santina Platina, Giovanna Tartarese, Antonio Messina, Elvira Bagnato, Rosi Saglimbene, Salvo Tartarese, Veronica Farinella e Giovanni Maugeri.










