Il Comitato rivendica il proprio ruolo sul Piano: “Senza il nostro lavoro di diffusione sarebbe rimasto sconosciuto alla città”
Il Piano della sosta, con l’introduzione di una gerarchia d’uso dello spazio tra residenti, pendolari, lavoratori e visitatori accende il dibattito in città. Da una parte l’Amministrazione guidata dal sindaco Francesco Italia che considera il nuovo piano la soluzione equilibrata per risolvere il problema dei parcheggi, e dall’altro il comitato Ortigia Cittadinanza Resistente che critica attraverso il portavoce Davide Biondini.
“Le dichiarazioni del sindaco sul Piano della Sosta segnano un punto di non ritorno nel rapporto tra Amministrazione e cittadini – tuona Biondini -. Definire ‘ignobile’ una raccolta firme promossa da cittadini che hanno letto e discusso un atto amministrativo significa non solo attaccare un Comitato, ma delegittimare in blocco qualsiasi forma di partecipazione democratica dal basso. Seguendo il ragionamento del Sindaco, dovrebbero essere considerate ‘ignobili’ anche le petizioni popolari, le istanze collettive, i referendum e perfino le firme necessarie per presentare liste e candidati alle elezioni. Un’idea curiosa di democrazia, in cui il cittadino è buono solo quando vota e poi deve tacere”.
Biondini e il Comitato attaccano Italia anche sulla raccolta firme, che il sindaco a mezzo stampa ha considerato illegale: “Ancora più grave è l’insinuazione secondo cui la raccolta firme sarebbe servita a costruire ‘database per futuro consenso politico’. Un’accusa pesante, formulata senza uno straccio di prova, che trasforma il diritto civico al dissenso in un sospetto permanente”.
Il Comitato tiene a precisare che “non fa politica, non ha mai presentato candidati e non ha mai chiesto un voto”, e rivendica il proprio ruolo sul Piano della Sosta: “Senza il lavoro di reperimento, lettura, diffusione e spiegazione degli atti fatto dal Comitato, il Piano approvato in linea tecnica con determina n. 6889 il 23 dicembre 2025 sarebbe rimasto sconosciuto alla città. Altro che “follie”: la consapevolezza dei cittadini nasce proprio dal controllo civico, non dai comunicati autocelebrativi”.
“Continueremo a scovare e leggere gli atti amministrativi, renderli pubblici, discuterli e permettere ai cittadini di farsi un’opinione informata” aggiunge Biondini, lanciando l’invito al sindaco di ritrovarsi in un confronto pubblico, come già fatto via pec: “Invitiamo a un confronto pubblico, aperto, con i cittadini, non con i loro rappresentanti ma con tutti, dove spiegare con numeri e criteri il Piano della Sosta. Senza slogan, senza sviamenti di argomento, senza accuse infondate. Perché se per questa Amministrazione informarsi è ignobile, firmare è ignobile e dissentire è ignobile, allora forse il problema grave non sono i cittadini: è l’idea di democrazia che qualcuno ha in testa”.








