Il 15 maggio, Giornata Mondiale delle Mucopolisaccaridosi, l’associazione porta tra i petali di Noto un bozzetto ispirato al “Radiant Baby” di Keith Haring per sensibilizzare sulla sindrome di Sanfilippo — l’Alzheimer dei bambini
Tra i petali colorati della 47ª Infiorata di Noto, oggi 15 maggio, fiorisce anche un messaggio di speranza per migliaia di famiglie. L’Associazione Sanfilippo Fighters APS partecipa ufficialmente alla manifestazione netina con un’opera floreale nella sezione “Bozzetti Extra”, scegliendo una data carica di significato: il 15 maggio coincide con la Giornata Mondiale delle Mucopolisaccaridosi (MPS).
L’opera è firmata dall’autrice Nadia Stanzani e si ispira allo stile iconico di Keith Haring, reinterpretando il celebre “Radiant Baby”. La figura non è un soggetto passivo: è un piccolo combattente in movimento, pieno di energia e vitalità. Un’immagine che trasmette forza e speranza, capace di parlare a tutti con il linguaggio universale dell’arte.
Le Mucopolisaccaridosi sono malattie genetiche rare che colpiscono circa un bambino ogni 25.000 nati. Causate dalla carenza di enzimi necessari a scomporre molecole di zucchero complesse, portano a un accumulo di sostanze che danneggia progressivamente organi e apparati. Tra queste, la sindrome di Sanfilippo (MPS III) — definita dai medici “l’Alzheimer dei bambini” — compromette linguaggio e movimento in modo progressivo e, ad oggi, è priva di una cura.
A rappresentare l’associazione all’Infiorata sono la presidente Katia Moletta, la consigliera e referente regionale Daniela Gambuzza, l’autrice del bozzetto Nadia Stanzani e altri soci. “La nostra missione parte dal cuore della società: la scuola e le piazze, luoghi d’eccellenza per la crescita dell’empatia — dichiara Moletta —. L’obiettivo a Noto è costruire una rete di attenzione attorno ai bambini e alle famiglie, trasformando un evento di bellezza in un momento di consapevolezza condivisa.”
Il tema scelto per il 2026, “L’unione fa la cura”, sottolinea come il sostegno della comunità sia vitale quanto la ricerca scientifica: nessuna famiglia deve affrontare da sola una malattia rara.






