Il segretario Passanisi contesta gli effetti del Pudm a un anno dal bando: “Il mare è un patrimonio comune, non un privilegio per pochi”
A distanza di un anno dalla pubblicazione del bando pubblico per il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime su aree libere, il circolo locale del PD Augusta traccia un bilancio fortemente critico sugli effetti del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (P.U.D.M.), lo strumento urbanistico a cui i democratici si opposero fermamente in Consiglio comunale.
Secondo l’esponente politico, il litorale augustano si trova di fronte a un paradosso inaccettabile per una città che fa della sua natura insulare una vocazione identitaria.
La nota del partito evidenzia come le scelte amministrative stiano penalizzando la cittadinanza, costretta a fare i conti con ostacoli logistici ed economici crescenti per godere del proprio territorio:
-
Varchi insufficienti: si registra una carenza cronica di accessi pubblici regolamentati e sicuri verso la scogliera e le spiagge;
-
Costi elevati: la riduzione delle aree di libera balneazione costringe molte famiglie a spostarsi verso i comuni limitrofi, affrontando spese onerose tra parcheggi e servizi privati, oppure a rinunciare a causa dell’impossibilità di sostenere i costi dei lidi o del mantenimento di un posto barca.
Il segretario del PD Augusta, Fiorindo Passanisi, ha rimarcato la necessità di una redistribuzione più equa delle risorse costiere, richiamando l’ente pubblico ai suoi doveri di tutela sociale:
«Il mare rappresenta un bene pubblico e un patrimonio comune. Le concessioni demaniali possono certamente favorire lo sviluppo turistico e l’economia del territorio, ma questo obiettivo non può essere perseguito sacrificando il diritto dei cittadini ad accedere liberamente alla costa. Lo sviluppo deve essere accompagnato da un equilibrio che tuteli sia gli investimenti privati sia l’interesse pubblico».
Per uscire dall’attuale stato di stallo e invertire la tendenza, il Partito Democratico chiede una convocazione immediata dei tavoli di confronto con la cittadinanza per rivedere i criteri di gestione del waterfront.
Le priorità indicate dall’opposizione mirano a garantire un numero adeguato di accessi pubblici gratuiti, a valorizzare le spiagge libere rimaste e ad assicurare una reale inclusione sociale. “Una città che vive sul mare non può voltare le spalle ai propri cittadini – conclude la nota –. Restituire il mare alla comunità significa difendere un diritto e valorizzare la risorsa più importante del territorio”.








