Filctem, Femca e Uiltec chiedono un tavolo urgente in Confindustria: “La politica della committente sta letteralmente soffocando le aziende”
«Ora basta!!!». È il grido forte e chiaro che arriva dai sindacati Siracusa unitari della categoria chimica ed energetica. Attraverso un volantino congiunto, le sigle di categoria hanno espresso la più profonda preoccupazione per la grave situazione che sta investendo i lavoratori dell’azienda SAIT e, di riflesso, la stabilità economica delle loro famiglie, precipitate in una condizione di totale incertezza non più tollerabile.
Per bloccare il declino dell’area contrattuale, FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL e UILTEC-UIL hanno richiesto formalmente l’apertura urgente di un tavolo di confronto presso la sede di Confindustria, pretendendo un’immediata inversione di marcia nella politica degli appalti gestita dal colosso petrolifero ISAB.
La vicenda rappresenta un duro colpo per la tenuta occupazionale della zona industriale. Dopo oltre 15 anni di presenza storica e consolidata all’interno dei cantieri ISAB, la SAIT si è vista costretta a rinunciare al proprio contratto d’appalto.
Una decisione drastica e drammatica, definita dai rappresentanti dei lavoratori come il frutto diretto di un’insostenibile inefficienza economica della commessa. La situazione ha generato perdite mensili pesantissime da ormai due anni, spingendo un’azienda di tale portata ad abbandonare definitivamente le attività nel sito.
Le segreterie provinciali non usano giri di parole e puntano il dito contro i criteri di selezione e le tariffe imposte dalla committente:
“Se da un lato non escludiamo una gestione aziendale interna non proprio ottimale, dall’altro siamo costretti a guardare in faccia la realtà: la politica degli appalti strutturata dalla committente ISAB sta letteralmente soffocando le aziende dell’indotto. Riteniamo inaccettabile che appalti specifici riguardanti attività di ponteggi e coibentazione vengano affidati ad aziende che non applicano il contratto di settore (CHIMICO-COIBENTI), ovvero il CCNL che dà più garanzie economiche, normative e di diritti.”
Questa logica al ribasso, denunciano i sindacati, sta producendo una duplice distorsione sul mercato locale: da una parte penalizza le imprese virtuose che scelgono di applicare i contratti corretti e dall’altra trascina verso la totale scomparsa le tutele specifiche dei lavoratori, tagliando salari e diritti.
La risposta dei lavoratori sarà immediata e senza sconti. “Come organizzazioni sindacali non siamo disposti ad accettare in alcun modo questo processo di dumping contrattuale – concludono duramente Filctem, Femca e Uiltec –. Siamo pronti a lottare con tutti i mezzi a disposizione per impedire questo scempio”.










