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Interpellanza

Emergenza incendi in Sicilia, il PD: “Basta con il copione estivo, serve un piano come in Portogallo”

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Il senatore Antonio Nicita denuncia i danni e presenta un’interpellanza al Governo: “Non è più un’emergenza ma una certezza stagionale. Bisogna investire sulla prevenzione”

Dai Monti Sicani nell’Agrigentino fino alle campagne tra Canicattini, Noto e Palazzolo Acreide nel Siracusano, l’emergenza incendi in Sicilia continua a devastare ettari di macchia mediterranea, centri abitati e infrastrutture elettriche ed idriche. Di fronte all’ennesima estate di fuoco, i parlamentari del Partito Democratico hanno presentato una interpellanza urgente ai Ministri dell’Ambiente, dell’Agricoltura e della Protezione Civile.

A guidare l’iniziativa è il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo PD al Senato, che sollecita un drastico cambio di rotta nella gestione del territorio regionale.

L’esponente dem sottolinea come il fenomeno non possa più essere affrontato con la sola logica dei soccorsi in extremis, evidenziando le carenze nella pianificazione e i ritardi sui ristori destinati a chi ha subito danni negli anni passati:

«Ancora una volta, come ogni estate, la Sicilia brucia e siamo costretti a contare i danni: paesi evacuati, famiglie senza luce e acqua, ettari di boschi e terreni agricoli ridotti in cenere. Tutto questo non è più un’emergenza: è una certezza stagionale. Permane una distanza enorme tra la pianificazione formale e la capacità concreta di prevenzione permanente, mentre la crisi climatica rende gli incendi sempre più frequenti, intensi e veloci. Molti danneggiati del 2023 attendono ancora ristori completi».

I 8 punti del PD: droni, prevenzione e il modello europeo

L’interpellanza parlamentare non si limita alla denuncia ma propone otto misure operative per uscire dalla logica dell’emergenza permanente, prendendo spunto dalle migliori pratiche europee come quelle adottate da Portogallo e Grecia:

  1. Fondo nazionale pluriennale: Risorse destinate alla pulizia del sottobosco e ai viali tagliafuoco tutto l’anno;

  2. Presidio permanente: Stabilizzazione e potenziamento del personale forestale superando la stagionalità;

  3. Catasto delle aree bruciate: Piena applicazione della legge 353/2000 con divieti di pascolo, caccia e inedificabilità;

  4. Tecnologia di monitoraggio: Droni, sensori termici e intelligenza artificiale per individuare i focolai nei primi minuti;

  5. Flotta aerea e presidi territoriali: Distribuzione strategica dei mezzi aerei sia nella Sicilia occidentale sia in quella orientale;

  6. Patti con gli agricoltori: Coinvolgimento diretto di agricoltori e allevatori come custodi del paesaggio;

  7. Rinaturalizzazione: Piani straordinari per evitare l’erosione e il dissesto idrogeologico sui terreni percorsi dal fuoco;

  8. Contrasto ai roghi dolosi: Stretta investigativa e sanzionatoria contro gli incendiari.

«Non chiediamo nulla di rivoluzionario – conclude il senatore Nicita – ma di fare ciò che altri Paesi mediterranei già fanno. La Sicilia deve diventare il primo laboratorio d’Europa per l’utilizzo dei fondi di coesione e del sistema satellitare Copernicus-EFFIS. Il Governo intervenga subito, non tra un anno quando saremo di nuovo qui a contare i danni».

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