I sindacati vogliono conoscere lo stato reale dei lavori su A18, A19 e A20, sulle circonvallazioni e sulle strade provinciali, insieme alle risorse disponibili, ai tempi previsti e alle cause dei ritardi
I sindacati degli edili chiedono un incontro all’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, per fare il punto sullo stato delle opere stradali e autostradali in Sicilia. La richiesta è firmata dai segretari generali di FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil Sicilia, Pasquale De Vardo, Paolo D’Anca e Giovanni Pistorio, secondo i quali è necessario «accelerare su cantieri e investimenti per colmare un divario che frena sviluppo, mobilità e futuro dell’Isola».
Le organizzazioni chiedono un quadro chiaro sugli interventi che riguardano le autostrade A18, A19 e A20, principali dorsali dell’Isola, le circonvallazioni delle aree metropolitane e dei grandi centri urbani, la viabilità secondaria e quella provinciale. Al centro del confronto dovrebbero esserci anche le risorse disponibili e quelle ancora necessarie, i cronoprogrammi e le criticità che rallentano la realizzazione delle opere.
«La Sicilia non può continuare a convivere con collegamenti insufficienti, strade provinciali in condizioni critiche e opere attese da anni», affermano i tre segretari generali, aggiungendo che occorre capire, opera per opera, quali siano gli ostacoli e come si intenda superarli.
Per i sindacati il ritardo ha un costo economico, sociale e ambientale che ricade sull’intera comunità. Una mobilità lenta e congestionata, spiegano, allunga i tempi di percorrenza e aumenta traffico ed emissioni, mentre collegamenti inadeguati penalizzano le imprese e rendono più difficile raggiungere i luoghi di lavoro e i servizi. Il prezzo più alto lo pagano le aree interne, dove alla distanza fisica si sommano spopolamento e impoverimento sociale, economico e culturale.
C’è poi il tema della posizione dell’Isola nel Mediterraneo. «Essere al centro del Mediterraneo non basta se poi è difficile spostarsi all’interno della nostra stessa Isola», sostengono De Vardo, D’Anca e Pistorio, secondo i quali senza collegamenti efficienti tra città, aree produttive, porti, aeroporti e poli logistici la Sicilia perde competitività e rischia di restare ai margini delle opportunità commerciali dell’area euromediterranea.
Le tre sigle chiedono di recuperare il tempo perduto, con investimenti continui e tempi certi per le opere. L’incontro con l’assessore Aricò dovrebbe servire a conoscere lo stato reale degli interventi, le risorse disponibili e quelle mancanti, le scadenze previste e le ragioni dei ritardi.




