L’archivio del professore Burgaretta entra nella Biblioteca Comunale
La memoria dei Fatti di Avola entra ufficialmente nel patrimonio della Biblioteca Comunale grazie al professore Sebastiano Burgaretta, che ha donato alla città il fondo documentario e librario raccolto in decenni di studi.
La collezione unisce libri, documenti, fotografie e testimonianze sui braccianti agricoli e sulle lotte per i diritti del lavoro che costarono la vita a Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona.
Il materiale sarà adesso riordinato e valorizzato dall’archivista Vanessa Leonardi per renderlo fruibile a studiosi e cittadini.
“Sono lieto di aver donato al mio Comune tutti i libri, i documenti e le foto che nei decenni ho raccolto sui Fatti di Avola, affinché essi siano conservati nella Biblioteca Comunale di Avola, a disposizione di studiosi e ricercatori” – afferma Sebastiano Burgaletta -.
“Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per questo incarico che accolgo con il massimo senso di responsabilità personale e professionale, consapevole del valore storico e identitario di questi documenti” – aggiunge l’archivista Vanessa Leonardi -.
L’acquisizione è però solo la prima parte di un percorso più ampio dell’Amministrazione: “Ringrazio il professor Burgaretta per un gesto di grande valore culturale e civile. Il lavoro svolto in tanti anni per raccogliere e custodire documenti e testimonianze sui Fatti di Avola diventa oggi patrimonio dell’intera comunità. Conservare questa memoria significa consegnarla alle nuove generazioni e permettere loro di conoscere una pagina che appartiene non soltanto alla storia della nostra città, ma a quella del Paese e delle lotte per i diritti dei lavoratori” – dichiara il Sindaco Rossana Cannata -.
L’obiettivo del Comune è infatti quello di dare una nuova visibilità a questa pagina di storia cittadina attraverso iniziative future.
“Abbiamo deciso di fare un passo ulteriore perché vogliamo che questa memoria non sia soltanto custodita nei documenti e accessibile negli archivi, ma diventi anche visibile e capace di parlare alla città. Stiamo lavorando a un nuovo progetto e a un nuovo spazio che presenteremo presto, pensati per continuare a tramandare la storia del 2 dicembre 1968 e mantenerne vivo il significato”. – conclude Cannata – “La storia di Avola è parte della nostra identità. Custodirla, valorizzarla e renderla accessibile significa trasformare la memoria in un patrimonio vivo della comunità”.





