Celebrazione con l’Arcivescovo monsignor Francesco Lomanto, mostra a Santa Lucia alla Badia e un calendario di iniziative fino a dicembre a un anno dalla canonizzazione
Per la prima volta Siracusa celebra San Pier Giorgio Frassati. Il percorso nasce a un anno dalla canonizzazione, avvenuta il 7 settembre 2025 in San Pietro per mano di Papa Leone XIV, insieme a quella di Carlo Acutis.
«È il risultato di un’esperienza molto bella vissuta nell’arco di un anno», spiega fra Stefano Smedile. Diverse realtà della Chiesa di Siracusa si sono ritrovate unite dall’amicizia con Frassati per proporre a diocesi e città un’occasione per conoscerlo e «assaporare la bellezza e la grandezza del suo spessore di santità».
Si parte domani venerdì 9 ottobre alle 18 con la messa in Cattedrale presieduta dall’Arcivescovo, monsignor Francesco Lomanto. Seguirà, nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, l’inaugurazione della mostra Conosci Pier Giorgio Frassati, allestita lungo le navate laterali.
Sabato 10 ottobre sarà ospite Roberto Falciola, postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione, che proporrà una rilettura personale della figura di Frassati. La mostra resterà a Santa Lucia alla Badia fino al 18 ottobre, poi diventerà itinerante e sarà ospitata dalle parrocchie che ne faranno richiesta. È visitabile dalle 11 alle 16.
Domenica 11 ottobre è in programma un momento di adorazione eucaristica serale nella chiesa di Via Roma, dalle 20 alle 23, in ricordo di Frassati, che amava le adorazioni notturne, silenziose, vissute in intimità.
A novembre arriverà da Ascoli Piceno il gruppo dei Tipi loschi, che porterà la figura di Frassati soprattutto nelle scuole, tra le nuove generazioni. Seguirà una passeggiata naturalistica sui sentieri di Pier Giorgio, guidata dal gruppo alpino della sezione di Siracusa, perché Frassati fu un grande alpinista, «strepitoso» secondo la definizione di Giovanni Paolo II. La giornata si concluderà con una celebrazione all’aperto.
A dicembre i giovani di alcune parrocchie organizzeranno una raccolta di viveri, da distribuire alle famiglie assistite dalla San Vincenzo, a sottolineare l’attenzione di Frassati verso i poveri.
Sui pannelli della mostra scorre la vita di un giovane dai molti impegni. «Frassati è un santo vicino ai giovani, profondamente e straordinariamente attuale, nonostante i cento anni dalla sua morte», osserva Raffaele Gurrieri, segretario regionale di Azione Cattolica. «Una santità non disincarnata: le radici sono nella fede intensa, ma la testa, i piedi e le braccia sono immersi nella storia».
Preghiera, poveri, vita ecclesiale, sociale e politica, montagna, divertimento e anche un sentimento per una ragazza. Frassati, ricco borghese della Torino bene, scelse Ingegneria mineraria per aiutare i minatori, la categoria più debole. «Il santo della porta accanto – conclude Gurrieri -, come dice Papa Francesco, di quella santità che non si percepisce ma lascia il segno ovunque».
Emblematico, ricorda Gurrieri, il giorno dei funerali: una folla immensa, con persone sconosciute alla stessa famiglia, impressionata da quanto Pier Giorgio fosse voluto bene.





