Ci vediamo nuovamente impegnati, nostro malgrado, a dover segnalare l’ennesimo, ripetuto, sfiancante e deprimente, grave episodio di aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria presso la Casa Reclusione di Augusta. Ad affermarlo è Massimiliano Di Carlo, dirigente nazionale del Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria – CNPP
“Una situazione da tempo immemore non più tollerabile e non si comprende come si riesca ancora a svolgere il servizio giornaliero all’interno di una tale polveriera.”
Nel pomeriggio del 23 marzo appena trascorso, durante una normale attività di controllo mirata in alcune “stanze di pernottamento” – in realtà sappiamo tutti molto bene che trattasi di celle di detenzione – i detenuti, nel momento nel quale veniva chiusa la porta della saletta dove erano stati in precedenza temporaneamente allocati, così da consentire al personale in servizio di effettuare i previsti controlli, hanno deliberatamente forzato la porta della saletta uscendo tutti in massa nel corridoio della sezione, rifiutando di rientrare nelle celle ed impedendo la realizzazione della perquisizione, permettendo per di più a uno dei detenuti, il più rivoltoso del gruppo, di aggredire violentemente prima due Ispettori del Corpo di Polizia Penitenziaria e, successivamente, un Assistente Capo.
Uno dei due Ispettori e l’Assistente Capo, ai quali va tutta la nostra solidarietà, sono dovuti ricorrere immediatamente alle cure del Pronto Soccorso del locale nosocomio per aver subito diversi traumi e ferite. Successivamente dimessi con prognosi rispettivamente di 7 e 8 giorni.
È evidente che quest’ultimo inaudito gesto, ingiustificabile ed illogico, irrispettoso delle regole e della integrità fisica e psicologica delle persone, porta ad una sola diagnosi: il segnale netto e preciso dei detenuti che, presso la sezione in questione, non dovevano subire controlli da parte della Polizia Penitenziaria, poiché evidentemente in quella sezione vige e deve restare in vigore la regola del “branco” anche forse per inqualificabili interessi da coltivare nel proprio interno! Sembrerebbe anche che la Direzione abbia più volte chiesto e sollecitato il trasferimento di alcuni detenuti, i quali hanno dato probabilmente modo di essere considerati pericolosi e violenti. Questa O. S., a tutela del Personale di Polizia Penitenziaria, chiede ai responsabili del DAP, l’immediato sfollamento delle sezioni ritenute di estrema pericolosità dalla Direzione, per l’ordine e la sicurezza dell’Istituto e della comunità e l’immediato rinforzo significativo di organico di Personale di Polizia Penitenziaria. Non si comprende come si possa tollerare un tale stato di cose quando a parti invertite (Polizia Penitenziaria eventualmente sospettata di aggressioni) interverrebbe anche il Presidente del Consiglio per punire e stigmatizzare.





