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Allarme rapine in banca: la Sicilia è prima in Italia. Catania maglia nera per numero di colpi

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I dati dell’Ossif e l’allarme della Fabi: nonostante il calo nazionale, nell’Isola si registra il rischio più alto (1 colpo ogni 100 sportelli): “La sicurezza non è un costo, ma un investimento”

Mentre nel resto d’Italia le rapine in banca diminuiscono, la Sicilia va in preoccupante controtendenza e conquista un primato tutt’altro che lusinghiero. L’Isola è infatti la regione più colpita dai rapinatori, con numeri che allarmano sia per la quantità dei colpi sia per l’indice di rischio agli sportelli.

A denunciare la situazione è Gabriele Urzì, dirigente nazionale della Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani) e responsabile salute e sicurezza per Palermo, analizzando gli ultimi dati pubblicati dall’Ossif, il centro di ricerca dell’Abi sulla sicurezza anticrimine.

I numeri parlano chiaro: nel 2024 la Sicilia ha guidato la classifica nazionale degli assalti agli istituti di credito, superando regioni storicamente a rischio come la Lombardia e la Campania.

“Si registra un decremento delle rapine in banca in tutto il Paese, ma la Sicilia occupa il primo posto in questa triste classifica con dieci colpi e un rapporto rapine ogni cento sportelli pari a uno, il più elevato d’Italia”, spiega Urzì.

Mentre la Lombardia ha visto un crollo dei casi (-53%, fermandosi a 9 rapine), nell’Isola il dato resta critico. Anche l’indice di rischio regionale (1 rapina ogni 100 sportelli) risulta nettamente superiore alla media nazionale, ferma allo 0,3.

Scendendo nel dettaglio provinciale, la situazione più critica si registra alle pendici dell’Etna.

“Fra le prime dieci province, Catania è stata la più colpita con sei rapine commesse contro le tre registrate nel 2023, mentre Palermo è al settimo posto con due colpi”, osserva il dirigente Fabi.

A Catania l’indice di rischio schizza a 2,8 rapine ogni 100 sportelli, seguita da Caltanissetta (1,7) e Palermo (0,8).

L’identikit del colpo perfetto

Ma come agiscono i rapinatori in Sicilia? I dati dell’Ossif permettono di tracciare un profilo preciso delle incursioni criminali:

  • Modalità: Agiscono prevalentemente in coppia (44% dei casi) o da soli (35%), passando quasi sempre dall’ingresso principale (77%).

  • Tempistiche: I colpi sono fulminei, risolti in un lasso di tempo non superiore a dieci minuti nel 63% dei casi. Il giorno “preferito” è il venerdì (31%), specialmente nella fascia oraria tra le 9:00 e le 10:00 del mattino (21%).

  • Armi e travisamento: I malviventi entrano a volto coperto (79%) e sono armati, facendo uso prevalentemente di armi da fuoco (43%) o di armi da taglio (36%).

Di fronte a questi numeri, il sindacato dei bancari chiede un cambio di passo immediato.

“Per invertire questa tendenza servono interventi mirati e multilivello, che coinvolgano banche, istituzioni e forze dell’ordine – conclude Urzì –. La sicurezza non è un costo, ma un investimento e proteggere chi lavora negli sportelli significa tutelare anche la fiducia dei cittadini nel sistema bancario. La Sicilia merita attenzione, risorse e soluzioni concrete”.

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