L’agricoltore di Siracusa Massimo Blandini guida la rivolta: “Senza aiuti il comparto muore, saremo in piazza come per la siccità”
Non c’è pace per le campagne siracusane. Dopo la morsa della siccità che ha messo in ginocchio i raccolti nel 2024, una nuova emergenza si abbatte sugli agricoltori della provincia: l’impennata fuori controllo del prezzo del gasolio agricolo. Per dire basta a quello che viene definito un “abbandono istituzionale”, martedì 31 marzo, a partire dalle prime luci dell’alba, i trattori torneranno a farsi sentire.
Il presidio, organizzato da un coordinamento di agricoltori e allevatori autonomi provenienti da tutta la provincia (e con adesioni previste anche dalle zone limitrofe), si concentrerà davanti alla portineria dell’Isab Sud. A guidare la protesta è Massimo Blandini, volto noto dell’agricoltura siracusana, che lancia un appello alla partecipazione di massa, estendendo l’invito anche agli autotrasportatori e ai singoli cittadini.
I numeri della crisi sono impietosi. In pochi mesi, il prezzo del carburante agevolato per le campagne è schizzato dai precedenti 0,88 euro agli attuali 1,45 euro al litro. Un rincaro insostenibile che mette a serio rischio l’avvio della campagna cerealicola e ortofrutticola, pilastri dell’economia del territorio siracusano.
“Siamo di fronte a una desertificazione produttiva”, denunciano gli organizzatori. Mentre il Governo nazionale, con il recente Decreto Legge n. 33 del 18 marzo 2026, ha introdotto tagli alle accise per l’autotrazione e crediti d’imposta per pesca e trasporti, il mondo agricolo sembra essere stato dimenticato. Per chi lavora la terra, lo sconto reale si ferma a soli 3 centesimi al litro, una cifra irrisoria già annullata dagli aumenti quotidiani.
La rabbia degli agricoltori siracusani nasce anche da una disparità di trattamento che sa di beffa. Nonostante le imprese agricole contribuiscano indirettamente alle coperture dei decreti emergenziali (con tagli che hanno colpito anche il Ministero dell’Agricoltura per oltre 25 milioni di euro), non sono previsti sostegni diretti per arginare il caro gasolio.
“Chiediamo interventi immediati all’assessore regionale all’Agricoltura, Sammartino, e al Governo nazionale. Non possiamo affrontare le lavorazioni stagionali con questi costi: il rischio è che molti produttori decidano di non seminare o non raccogliere, con effetti devastanti sulla continuità alimentare e sui prezzi al consumo per i cittadini.”
La mobilitazione di martedì 31 marzo promette di ricalcare la partecipazione straordinaria vista durante le proteste contro la crisi idrica del 2024. La scelta della zona industriale come luogo del presidio non è casuale: è un segnale forte verso i centri del potere economico e della raffinazione, per sottolineare il paradosso di un territorio che produce energia ma vede morire le proprie aziende agricole per i costi energetici.








