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Caso Tekra-Ris.Am, i dubbi di Ortigia Cittadinanza Resistente: “Chi paga gli stipendi?”

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Martedì la questione approda in Consiglio, gli uffici chiedono garanzie su debiti e subappalti. Il comitato: “Capitale sociale irrisorio per un appalto milionario”

La “vicenda Tekra” non dorme, anzi si infiamma. La cessione del ramo d’azienda per il servizio di igiene urbana alla Ris.Am. srl ha colto di sorpresa la città e la politica, creando un clima di smarrimento che troverà il suo culmine martedì prossimo in Consiglio Comunale. L’amministrazione, con il sindaco Francesco Italia chiamato in causa da diverse interrogazioni, dovrà spiegare i dettagli di un’operazione delicata che dovrebbe scattare dal 1° febbraio.

A Palazzo Vermexio, come riporta oggi il quotidiano La Sicilia, dirigenti e funzionari sono già al lavoro. Da una prima verifica tecnica è emerso un dato non trascurabile: la Ris.Am non risulta iscritta nella White list della Prefettura di Milano. Un’assenza confermata dalla stessa Tekra, che ha rassicurato sull’avvenuto invio della richiesta. Nel frattempo, i dirigenti comunali Emanuele Fortunato e Danila Costa hanno ottenuto una dichiarazione congiunta in cui la Ris.Am si impegna a garantire costi e debiti, mentre Tekra rimarrà “garante e responsabile in solido”. Tuttavia, mancano ancora documenti chiave attesi entro il 31 gennaio: garanzie fidejussorie, coperture assicurative e l’elenco dei mezzi volturati.

Sul fronte occupazionale, la procedura indicata prevede un “passaggio di cantiere”: licenziamento al 31 gennaio e riassunzione il 1° febbraio. Una modalità che però fa storcere il naso al Comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente”, che solleva dubbi giuridici: “Se c’è affitto di ramo d’azienda, deve esserci continuità ex art. 2112 del Codice Civile, non assunzioni ex novo”.

L’affondo di Cittadinanza Resistente

“Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha già più volte espresso forti perplessità sull’efficienza del servizio di igiene urbana svolto da TEK.R.A. S.r.l., segnalando carenze operative e disservizi diffusi.
Per questo motivo il Comitato ha presentato una formale richiesta di accesso agli atti al settore igiene urbana per verificare la corrispondenza tra il servizio reso e i pagamenti effettuati dal Comune, senza ricevere ad oggi alcuna risposta.
Desta, quindi, ulteriore preoccupazione la recente comunicazione relativa all’affitto di ramo d’azienda da TEK.R.A. S.r.l. a RIS.AM. S.r.l., operazione della quale non è chiara la ratio industriale, poiché sembra limitarsi a trasferire integralmente l’attività operativa e gli asset connessi da un soggetto a un altro, a fronte di un canone annuale complessivo che è simile all’EBITDA del bilancio 2024 di Tekra.

Riteniamo doveroso sottoporre al Sindaco Francesco Italia alcune semplici domande per comprendere quali verifiche, garanzie e responsabilità l’Amministrazione intenda assumere in merito alla continuità del servizio di igiene urbana.

DOMANDA: Il Comune, ai fini del rilascio del nulla osta, ha verificato i requisiti soggettivi obbligatori della RIS.AM srl ? ha richiesto il DURC aggiornato ed un certificato dei carichi fiscali pendenti per entrambe le società?  ha attivato presso la Prefettura le verifiche antimafia ed anti-elusione previste dall’art. 85 del D.Lgs. 159/2011 estese non solo agli amministratori della RISAM, ma anche alla società locatrice TEK.R.A. e ai suoi assetti proprietari?

Facciamo presente che nel verbale sindacale del 23 gennaio 2026, TEK.R.A. ha dichiarato che ai lavoratori si applicherà l’Art. 6 del CCNL (assunzione ex novo, tipica del cambio appalto) e non l’Art. 2112 del Codice Civile (solidarietà per i debiti pregressi da parte di RIS.AM.). Questa posizione ci sembra giuridicamente contraddittoria: se c’è affitto di ramo d’azienda, poiché nel contatto di affitto è invocato l’art. 120 comma 1 lettera d) del Codice Appalti, deve esserci continuità e obbligazione solidale ex Art. 2112 c.c.;
DOMANDA: Il Comune pretenderà l’applicazione integrale dell’art. 2112 c.c. come condizione sine qua non per l’autorizzazione?

In base alla visura camerale, si osserva che RIS.AM. è stata costituita nel 2025 e dispone di un capitale sociale pari a 20.000 euro, una dotazione evidentemente insufficiente a sostenere l’attività che risulta interamente basata sulle garanzie operative prestate da TEK.R.A. S.r.l.  Dall’analisi dei tempi medi di pagamento degli enti clienti trasferiti da TEK.R.A., pari ad una media di190 gg, desunti dall’ultimo bilancio (2024) depositato di TEK.R.A., emerge che, a regime, la RISAM dovrebbe essere in grado di fatturare 43\48 milioni di euro, in base agli appalti trasferiti, e di dover anticipare circa 15/18 milioni di euro, solo per garantire la puntualità nel pagamento degli stipendi di tutti i dipendenti e degli oneri previdenziali, ai quali vanno aggiunti i restanti oneri di gestione operativa (mezzi, carburanti, manutenzioni, forniture, leasing, noleggi etc). Tuttavia, il bilancio TEK.R.A., che presta garanzia a RIS.AM., evidenzia una marcata riduzione del fatturato negli ultimi quattro esercizi, una esposizione debitoria a medio-lungo termine verso lo Stato (erario e previdenza) superiore a 54 milioni di euro, in crescita del 103% rispetto al 2023, nonché una capacità di rimborso del debito a medio termine fortemente limitata, con liquidità ridotta e crediti commerciali scaduti oltre i 12 mesi per oltre 14 milioni di euro (non vi erano nel 2023). La stessa recente comunicazione, fatta da TEK.R.A. ai dipendenti, di pagamento a fine gennaio delle spettanze di dicembre e (nel verbale di riunione con i sindacati) di pagamento rateale del Tfr sono chiari indici di tensione finanziaria.
DOMANDA: Quali attestazioni di capacità finanziaria (ad esempio, referenze bancarie, affidamenti o linee di credito già deliberate e intestate alla società subentrante) ha acquisito il Comune per verificare che RIS.AM. disponga delle risorse necessarie a garantire la puntuale corresponsione delle retribuzioni e la continuità operativa del servizio, considerato che il capitale sociale risulta di entità estremamente limitata rispetto al fabbisogno finanziario?

Sindaco Italia, chiediamo una risposta pubblica e puntuale su questi aspetti, perché da queste scelte dipende non solo la continuità del servizio, ma la credibilità dell’Amministrazione nel far rispettare le regole, tutelare i lavoratori e difendere l’interesse pubblico. Su una vicenda di questa portata, la città ha diritto a certezze, non a formule di circostanza.”

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