Sotto i riflettori il traffico aereo dell’installazione militare siciliana: “Droni spia, rifornimenti e aerei per operazioni speciali decollano diretti in Medio Oriente”
L’Italia è davvero estranea alle operazioni militari degli Stati Uniti in Medio Oriente? Per il Movimento 5 Stelle la risposta è un secco “no”, e il fulcro logistico di questo coinvolgimento si trova in Sicilia, precisamente nella base aerea di Sigonella.
Attraverso una nota congiunta, i parlamentari pentastellati delle commissioni Esteri, Difesa e Politiche europee di Camera e Senato hanno lanciato un duro attacco alla premier Giorgia Meloni, accusandola di mentire al Paese sull’effettivo ruolo dell’Italia nel conflitto in corso con l’Iran.
Secondo il M5S, l’installazione siciliana, in uso alle forze armate americane, sta fornendo un supporto logistico e di intelligence determinante per le operazioni militari degli Stati Uniti. Un coinvolgimento che, ricordano i parlamentari, sarebbe stato indirettamente confermato anche dai recenti ringraziamenti pubblici del presidente americano Donald Trump al governo italiano.
I cieli sopra la Sicilia, denunciano i 5 Stelle, sono teatro di un traffico militare incessante. Dalle piste di Sigonella decollerebbero e atterrerebbero continuamente velivoli diretti verso gli snodi chiave del Medio Oriente, tra cui Giordania, Bahrein e Arabia Saudita. Nello specifico, il traffico riguarderebbe:
-
Aerei da trasporto: impiegati per la movimentazione di truppe e armamenti pesanti.
-
Aerei cisterna: fondamentali per il delicato rifornimento in volo dei cacciabombardieri.
-
Droni e aerei spia: utilizzati per le missioni di ricognizione e raccolta di intelligence.
A far scattare l’ulteriore campanello d’allarme è stato un tracciamento aereo registrato nelle scorse ore. Ieri sera, denunciano i parlamentari, è decollato da Sigonella con destinazione Tel Aviv un aereo C-295W Persuader dell’U.S. Air Force, appartenente al 427° Squadrone Operazioni Speciali, un’unità militare nota per le sue azioni sotto copertura.
«Non facciamoci trarre in inganno dal dibattito sul ‘se ci chiederanno le basi’ – si legge nella nota del M5S – perché gli Stati Uniti le nostre basi, Sigonella in testa, le stanno già usando al massimo delle loro capacità senza alcun bisogno di chiedercelo».
Il comunicato chiarisce infine la natura tattica dell’installazione siciliana: sebbene Sigonella non ospiti i grandi bombardieri strategici (che decollano direttamente dagli Usa o da basi come Diego Garcia), funziona come un insostituibile hub di supporto. «Impossibile pensare ad un livello di coinvolgimento maggiore – concludono i pentastellati –. Meloni non finga imbarazzo di fronte ai ringraziamenti di Trump e non menta agli italiani».







