Aggiornato al 16/03/2026 - 13:23
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Crisi in Medio Oriente, crolla l’export siciliano (-25%): Siracusa è la provincia più colpita

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L’Isola perde un quarto delle esportazioni, il capoluogo aretuseo primo per volumi, ma cede il 26,1%. Confartigianato: “Strategico rafforzare la diversificazione dei mercati e sostenere la competitività delle imprese”

I venti di guerra in Medio Oriente non scuotono solo la geopolitica, ma si abbattono con forza anche sull’economia siciliana, e in particolar modo su quella della provincia aretusea. A scattare la fotografia di questa complessa congiuntura è l’ultimo report dell’ufficio Studi di Confartigianato, che analizza il commercio tra l’Isola e i Paesi dell’area mediorientale nell’anno 2025.

I dati regionali parlano chiaro: le esportazioni siciliane si sono fermate a 481 milioni di euro, registrando un pesante calo del 25,3% rispetto all’anno precedente. Un crollo che evidenzia la fragilità delle nostre imprese di fronte all’instabilità globale e ai rincari energetici.

Scendendo nel dettaglio provinciale, la situazione più critica si registra proprio a Siracusa. Il territorio aretuseo si conferma, di gran lunga, la provincia con il maggiore volume di esportazioni verso il Medio Oriente (369 milioni di euro), ma proprio per questa sua forte esposizione è anche quella che ha pagato il prezzo più alto in termini percentuali, segnando una flessione del 26,1%.

La mappa dell’export siciliano mostra dinamiche molto differenziate tra le varie province:

  • In calo: Oltre a Siracusa, arretrano Catania (40 milioni di euro, -10,3%) e Messina (25 milioni, -13,1%). Crolli vertiginosi per Trapani (-60,2%), Caltanissetta (-77%) ed Enna (-81,8%, con un valore quasi azzerato sotto il milione di euro).

  • In crescita: Netta la controtendenza di Palermo, che registra un balzo del +42,5% (13 milioni di euro). Segno più anche per Agrigento (+20,5% con 5 milioni) e Ragusa (+4,6% con 14 milioni).

L’allarme di Confartigianato: “Serve diversificare”

Nonostante la Sicilia presenti un livello di esposizione ai mercati mediorientali complessivamente inferiore rispetto alle regioni del Nord Italia, territori come quello siracusano dipendono in maniera cruciale da questo asse commerciale.

I vertici di Confartigianato Imprese Sicilia lanciano quindi un monito alle istituzioni e al tessuto produttivo: “Il quadro internazionale, segnato dall’instabilità geopolitica e dalla volatilità dei prezzi dell’energia, impone dunque grande attenzione per le imprese esportatrici”. La ricetta per sopravvivere alle turbolenze globali passa da una rapida riorganizzazione strategica: “Diventa quindi strategico rafforzare la diversificazione dei mercati di sbocco e sostenere la competitività delle imprese sui mercati internazionali, in modo da ridurre l’esposizione ai rischi derivanti dalle crisi geopolitiche”.

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