Aggiornato al 14/03/2026 - 09:08
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I Dati

Edilizia in Sicilia, Fillea Cgil: quasi 800 imprese in meno in due anni

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Il sindacato analizza i dati dell’Osservatorio Cnce sul settore delle costruzioni

“I dati dell’Osservatorio statistico Cnce, (Commissione nazionale paritetica per le casse edili) relativi agli ultimi trimestri del 2023, 24 e 25 di attività del settore delle costruzioni, evidenziano come l’edilizia in Sicilia stia attraversando una fase di profonda trasformazione, dopo la spinta straordinaria degli incentivi fiscali degli ultimi anni”.

Lo rileva Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, che spiega: “In due anni, dal 2023 al 2025, il numero delle imprese del settore è sceso da 10.773 a 9.989, con quasi 800 in meno, segnale evidente di una riorganizzazione del comparto. Già nel 2024, rispetto al 2023, si era registrato un rallentamento con il calo delle ore lavorate (-3,6%), dei lavoratori (-2,68%) e della massa salari (-2,55%)”.

Nel comunicato vengono riportati anche i dati relativi al 2025.

“Le ore lavorate rispetto al 2024 – ancora Pistorio – crescono del 3,89%, gli addetti del 3,12% e la massa salari del 9,03%. Tuttavia, continua a diminuire il numero delle imprese (-4,21% rispetto al 2024), confermando una fase di ristrutturazione del settore. E anche sul piano territoriale, emergono differenze significative tra le province siciliane, con alcune realtà che registrano segnali di crescita e altre che evidenziano, invece, una contrazione delle ore lavorate e dell’occupazione. È importante leggere questi dati con attenzione – osserva il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia – perché la tenuta di alcuni indicatori positivi è legata soprattutto al fatto che il settore si trova ancora nel pieno delle attività connesse agli interventi finanziati dal Pnrr. Si tratta però di una fase destinata progressivamente a ridursi nei prossimi mesi e a esaurirsi tra poco più di un anno”.

Nel comunicato la Fillea Cgil Sicilia richiama inoltre l’attenzione sulla fase che potrebbe aprirsi per il comparto.

“Il ciclo espansivo dell’edilizia legato ai bonus fiscali è ormai alle spalle – sottolinea Pistorio – e con il progressivo esaurimento degli interventi del Pnrr, il settore rischia di entrare in una nuova fase di contrazione che potrebbe avere conseguenze rilevanti sul piano occupazionale”.

Nel documento il sindacato evidenzia la necessità di affrontare questa fase con una strategia che metta al centro lavoro, formazione e politiche industriali per il settore delle costruzioni.

“In un comparto in cui la riorganizzazione dei cicli produttivi è già in corso – evidenzia il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia – diventa fondamentale investire sulla riqualificazione professionale dei lavoratori, che significa anche riqualificare il sistema delle imprese, accompagnando il settore verso modelli produttivi più innovativi, più sicuri e più sostenibili”.

Nel comunicato si sottolinea inoltre la necessità di un piano straordinario di formazione e qualificazione professionale per i lavoratori e per le nuove figure richieste dal mercato del lavoro.

“Si tratta di competenze che operano in ambiti strategici come la digitalizzazione delle costruzioni con figure specializzate in Bim, domotica, rilievo 3D e stampa 3D. Ma anche nei settori della sostenibilità ambientale, dall’efficientamento energetico all’installazione di impianti da fonti rinnovabili, dalla bioedilizia alla gestione degli interventi di recupero e tutela del territorio. A queste si aggiungono le professionalità legate agli interventi di adeguamento e miglioramento antisismico del patrimonio edilizio, sempre più centrali per la sicurezza delle città”.

Infine, nel documento viene richiamata la necessità di rilanciare una politica industriale per il settore delle costruzioni fondata sulla rigenerazione urbana e sulla riqualificazione delle città.

“In questo quadro – evidenzia il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia – è indispensabile mettere al centro una vera politica della casa. In Sicilia esiste una forte domanda abitativa e un patrimonio edilizio spesso degradato o inefficiente dal punto di vista energetico e sismico e sempre più non a misura di anziano. Servono investimenti pubblici massicci nell’edilizia sociale, nel recupero urbano e nella manutenzione del patrimonio abitativo. Anche perché il piano di interventi sulla casa, sulla rigenerazione urbana e sulla manutenzione del territorio permetterebbe non solo di migliorare la qualità delle città, ma anche di garantire occupazione stabile e qualificata nel settore delle costruzioni”.

Il comunicato si conclude con un’ulteriore valutazione sul rischio di una fase di difficoltà per il comparto.

“Senza una nuova stagione di investimenti pubblici nella casa, nella rigenerazione urbana e nella manutenzione del territorio il rischio è che alla fine del ciclo degli interventi legati al Pnrr corrisponda una nuova fase di crisi del settore e dell’occupazione”.

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